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Racconto del viaggio a Capo Nord

Vi racconto della mia ultima avventura a Capo Nord, con i miei due amici, macinando chilometri sulle strade norvegesi per 6 giorni, dal 5 al 10 dicembre. Abbiamo, quindi, pensato…

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Vi racconto della mia ultima avventura a Capo Nord, con i miei due amici, macinando chilometri sulle strade norvegesi per 6 giorni, dal 5 al 10 dicembre.
Abbiamo, quindi, pensato di fare diverse tappe prima di arrivare a Capo Nord. All’andata siamo passati da Alta e Honningsvåg e al ritorno da Hammerfest.

Arrivo a Tromso

Arriviamo a Tromso il pomeriggio del 5 dicembre, l’aeroporto è deserto, siamo solo noi dell’ultimo volo della giornata. Ci dirigiamo verso Europcar e ritiriamo la nostra VW Golf con attrezzatura invernale.

Con un po’ di forza riusciamo ad aprire le portiere completamente ghiacciate e ci dirigiamo verso il nostro primo hotel. Nel percoso per andare all’hotel vediamo uno strano bagliore verde che subito scompare, qualcuno crede che sia l’aurora, io penso solo ad un miraggio, forse un riflesso. Raggiungiamo l’hotel, molliamo la roba ed usciamo a cena a Tromso.

Non c’è molta gente in giro, anche se sono solo le 20 sembra che sia tarda notte. Scegliamo uno dei pub segnati sulla guida Lonely Planet e raggiungiamo il più vicino pub. Entriamo in questo locale, caldo e accogliente, siamo gli unici vestiti in quel modo “polare”, gli altri hanno vestiti normali, da stagione quasi autunnale. Qui mangiamo un hamburger buonissimo accompagnato con birra norvegese, Artic Beer, il nome fa figo, quindi prendiamo quella. Usciamo dal locale pienamente soddisfatti e ci dirigiamo verso un posto meno luminoso per osservare il cielo.

Arriviamo sulla costa (Tromso è un’isola collegata con la terra ferma tramite 2 grandi ponti). Finalmente vediamo la nostra prima aurora boreale! Per quanto possa essere semplice e poco visibile per noi resta la nostra prima aurora boreale, ci sembra incredibile vederla lì già alla prima sera! Senza pensarci due volte piazziamo i cavalletti ed iniziamo a provare qualche scatto.

La prima aurora boreale

Le aurore boreali possono durare pochi minuti ma anche ore intere, dipende tutto dall’attività magnetica del sole. Qui il dubbio: se restare ancora lì a vederla, ma ci sono ancora molte luci della città, oppure se uscire dall’isola di Tromso e cercare qualche stradina isolata per ammirare il cielo che, col buio, si illuminerebbe ancora di più. Scegliamo quindi di tentare la fortuna e ci fiondiamo fuori dalla città.

In effetti non appena fuori il cielo si illumina, siamo perfettamente sotto l’aurora, lasciamo l’auto e facciamo un giro con la torcia. Restiamo nei paraggi per circa 1 ora, per cercare punti diversi per le nostre fotografie, dopo circa 20 minuti si inizia a sentire il freddo che penetra nelle scarpe: iniziano a far male le dita dei piedi, bisogna restare in movimento e non lasciare che il freddo e i geloni prendano il sopravvento. Il primo giorno volge a termine e torniamo soddisfatti in hotel. Si son fatte le 2 di notte.

Da Tromso ad Alta

La mattina in inverno a Tromso non è facile svegliarsi di buon ora in quanto alle 8 è ancora buio, quindi abbiamo fatto con calma e siamo usciti di casa giusto in tempo per l’alba polare che a dicembre è intorno alle 11 del mattino. Vediamo finalmente il cielo che si riempie di sfumature.

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Facciamo qualche foto e partiamo verso Alta, ci aspettano 400 km che in Norvegia sono tantissimi! alcune strade sono strette e con molte curve quindi preventiviamo circa 6 ore di viaggio con pranzo a sacco, senza contare che tra fotografi un viaggio di 6 ore diventa di 8 in quanto ci si ferma 2 o 3 volte per qualche foto.

4Durante il viaggio verso Alta abbiamo attraversato delle distese completamente buie dove il cielo ha dato il meglio di sé. Anche se l’aurora non ci accompagna durante il nostro viaggio, la via lattea brilla come non mai. Ci fermiamo a contemplare il cielo e a mangiare uno snack e ripartiamo.

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Ironia della sorte ad Alta l’aurora è molto bassa, quindi approfittiamo per scattare una rotazione stellare: cerchiamo un punto abbastanza suggestivo e ci rimaniamo per 1 ora, per un totale di circa 80 scatti. E’ un po’ inquietante sostare in auto davanti ad un cimitero con chiesa annessa, ma è davvero l’unico soggetto fotografabile senza luna piena. Così restiamo in auto a giocare ad UNO e a bere birra in attesa che qualche zombie venga a restituirci le reflex. Alla fine torniamo in hotel soddisfatti. Un altro giorno volge al termine.

Da Alta a Honningsvåg

L’indomani ci svegliamo e dopo un’abbondante colazione partiamo verso Honningsvåg, l’ultima città Europea e anche ultima tappa prima di raggiungere finalmente Capo Nord. La tratta da Alta a Honningsvåg è la più interessante e dove raggiungiamo le temperature più basse e dove è davvero tutto bianco. Anche la strada è una distesa candida che ci godiamo con la luce del giorno! La luce e i colori cambiano repentinamente in quanto alba e tramonto coincidono.

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DSC_1123Arriviamo ad Honningsvåg nel primo pomeriggio, nessuno di noi sa ancora quello che ci aspetta in serata: siamo già abbastanza soddisfatti della “giornata fotografica” e non pensiamo di avere ancora tanta fortuna nel vedere “aurore”. Quindi con tanta calma lasciamo la roba in hotel, prendiamo qualche lattina di birra e facciamo un break. Ci accorgiamo che ad Honningsvåg c’è un centro turismo aperto, quindi chiediamo informazioni per andare a Capo Nord, visto che su internet avevo letto che la strada sarebbe stata chiusa e che saremmo stati vincolati a prendere l’autobus (che costava 70 euro a testa, per 35 km di tratta). DSC_1134Questa notizia ci è stata smentita ma ci è stato detto di fare moltissima attenzione al percorso in quanto i lati della strada sono pieni di neve e c’è il rischio che la stessa possa mimetizzarsi, col rischio di finire in un burrone. Ci hanno, quindi, consigliato di seguire il pullman che sarebbe partito l’indomani mattina alle 11. Troviamo un posticino dove cenare e dove poter mangiare la specialità norvegese: la renna. Davvero buona ma purtroppo cara, come tutti i cibi e le bevande in Norvegia. Uscendo dal ristorante vaghiamo per la città in cerca di qualcosa, ma non c’è assolutamente nulla. Sono solo le 19! Allora zaino in spalla e andiamo a fare qualche foto in riva al porto e tra una foto e l’altra iniziamo ad intravedere l’aurora che sorge: a quel punto capiamo che la serata non finisce lì.

Ci spostiamo ed è sempre più luminosa tanto che non riesco a guidare perché guardo il cielo, lo guardo sbalordito, cercando di capire se ho esagerato con la birra o se la renna che ho mangiato mi sta facendo qualche strano effetto! Prendiamo la strada per capo nord dove ci sono meno luci e lì c’è un’esplosione nel cielo, un verde nitidissimo che si muove come olio in una bacinella piena d’acqua, galleggia nel cielo e si modifica creando forme di tutti i tipi. Anche questa serata si è conclude alle 2 di notte e con il bottino pieno! Qui ho sofferto un po’ il freddo, c’erano – infatti – correnti fredde che portavano il termometro a scendere a -20°, inoltre essendoci umidità posso lasciarvi immaginare la temperatura percepita.

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Da Honningsvåg a Nordkapp

La sveglia suona, sono ancora un po’ intontito per la seratona passata con le particelle cariche elettricamente e spinte dai venti solari nel campo magnetico terrestre. Ci rendiamo conto di essere in un enorme hotel e di essere completamente soli. La proprietaria della struttura ci spiega che in inverno ci sono pochissime persone che alloggiano: la maggior parte del turismo si concentra in primavera e in estate, col sole di mezzanotte. Sembra un po’ di essere in un ospedale psichiatrico con pareti bianche, porte bianche, lunghi corridoi ed un’enorme sala da pranzo dove facciamo colazione. Fa molto Shining.

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Siamo in ritardo, il pullman che dobbiamo seguire parte alle 11, ci dirigiamo verso il tourist info e in quel momento vediamo il pullman passare, che…fortuna!! lo seguiamo… però, ehm, sento che l’auto tira a destra, sento anche la ruota slittare, penso subito che magari la strada sia ghiacciata, invece poi, abbassando il volume dello stereo, mi rendo conto che abbiamo forato. Addio autobus. Siamo fermi nel nulla.

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Fortuna che le poche auto che passano di là rallentano tutte e ci chiedono se abbiamo bisogno di aiuto. Che dire , potremmo rifiutare? Questo carissimo signore norvegese torna in città e chiama per noi il carro attrezzi. Attendiamo fiduciosi. Il sogno di capo nord si allontana in quanto la strada sarebbe rimasta aperta solo per poche ore prima che del buio. All’orizzonte vediamo una grande scritta VIKING, è lui il carro attrezzi! Gli spieghiamo che abbiamo un’auto a noleggio e che abbiamo anche l’assicurazione. L’autista del carro attrezzi chiama la Europcar, prende la ruota e dice che ce la riporterà riparata. Quindi incrociamo le dita e ci rimettiamo in attesa dell’arrivo della gomma e tranquillizziamo le decine di automobilisti che ci chiedono se abbiamo bisogno di aiuto. Arriva la gomma, ce la rimonta e rifiuta la nostra mancia che vogliamo lasciargli in segno della nostra riconoscenza per la sua gentilezza, lui dice che è già tutto pagato dall’assicurazione.

Ci rimettiamo in auto e finalmente seguiamo le indicazioni per Capo Nord, mancano solo pochi km.
Riusciamo a raggiungere Capo Nord, attraversiamo una specie di casello, probabilmente d’estate si paga l’ingresso in auto o in moto. Cerchiamo di capire dove poter parcheggiare. In effetti non è proprio un problema in quanto non c’è nessuno se non il pullman delle 11 e un paio di auto. Parcheggiamo e ci avviamo a piedi verso il mappamondo, simbolo di NordKapp.

Da Nordkapp a Hammerfest

Dopo aver toccato il famoso mappamondo entriamo nella baita di Capo Nord a prendere qualche souvenir ma dobbiamo fare presto, abbiamo 20 minuti prima della chiusura della strada. Pensate che bello passare la notte isolati nella parte più estrema dell’Europa…… Torniamo quindi ad Honningsvåg e per la fretta dimentichiamo di ritirare il certificato di NordKapp. Pazienza, sarà per la prossima. Siamo davvero stanchi ma soddisfatti, ma non è ancora finita, ci rimettiamo sulla strada per raggiungere Hammerfest, la nostra ultima tappa prima di tornare a Tromso. Ci prendiamo la serata libera da reflex per sbevazzare in giro per qualche locale…vuoto, cercando di non cadere nel tunnel depressivo causato dalla mancanza di luce. Finisce così anche il nostro 4° giorno.

Da Hammerfest a Tromso

DSC_1360Iniziamo riposatissimi anche la 5 mattina, il durissimo viaggio del ritorno a Tromso ci aspetta ed un’ altra alba polare sta per colorare il cielo norvegese. 550 km di curve e strade ghiacciate ci attendono. Abbiamo tutto il giorno e anche tutta la notte per raggiungere Tromso, in quanto l’ultima notte non abbiamo dormito perché avevamo il volo alle 5 del mattino.

Siamo riusciti a fare pochissime tappe per goderci l’ultima aurora boreale del viaggio, è stata la più spettacolare e anche la più duratura (circa 9 ore: dalle 17 alle 2).

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Non ci resta che attendere il volo di ritorno a Milano, restando a guardare l’aurora dai vetri dell’aeroporto.

Attrezzatura per inverno a Capo Nord:

Pantalone, calze e maglia termica
Pantaloni da neve
Pile The North Face
Scarpe Sorel (-40°)
Scaldamani
Cappello
Giacca Mello’s
Torcia da testa
Sottoguanti The North Face + Guanti da neve

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Attrezzatura fotografica:

Zaino LowePro 400AW
Nikon D600
Sigma 24-70mm f/2.8
Samyang 14mm f/2.8
Cavalletto Manfrotto con modifica rivestimento alle gambe da presa (la mia versione ha le gambe di alluminio, che diventa freddissimo da prendere)
3 batterie
Modulo GPS Nikon

Cibo:

Pranzi a sacco nei trolley da stiva
Tanti snack da tenere nello zaino

Costo del viaggio:

Voli Norvegian A+R con scalo + bagaglio da stiva: 320 euro
Auto a noleggio EuropCar + assicurazione (30 euro): 130euro
Costo abbigliamento: 250 euro
Hotel: 250 euro

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