La Spagna in moto in 10 giorni

Day 1 – La partenza Mi sveglio alle 7:30. Non ho dormito come gli altri giorni. Ho dormito con un sonno meno profondo, sarà stata l’eccitazione da partenza. Vado in…

Day 1 – La partenza

Mi sveglio alle 7:30. Non ho dormito come gli altri giorni. Ho dormito con un sonno meno profondo, sarà stata l’eccitazione da partenza. Vado in bagno a controllarmi la lingua (due giorni prima di partire me la sono morsicata mentre mangiavo, ho sanguinato per 24 ore). Fortuna che questo non mi abbia impedito di partire. La fame chimica mi assale… non mangio da due giorni per questa ragione, la mia alimentazione è stata a base di yogurt e gelato. Inizio a riempire la nuova borsa Givi 40l. Vado giu a montarla sul sellino, quindi posso partire! Doveroso il passaggio da Marco di CarZurigo dove saluto tutti i vari sciuri del sabato mattina. Caffè e proseguo verso Pavia, Tortona, Genova. Essendo in netto anticipo non ho fatto l’A7 ma le strade interne, così iniziavo a scaldare le gomme per il lungo viaggio che mi attendeva. Erano centinaia le moto… abbiamo atteso giù circa 2 ore.

Una volta su, appena essere risalito dal vano garage vedo la prima gente in infradito, ho pensato subito “che bello c’è la spa”, poi mi hanno detto che la nave dopo Barcellona avrebbe proseguito a Tangeri, in Marocco. Prendo la chiave e cerco la mia cabina. Non ero mai stato su una nave prima d’ora, mi sentivo un po’ spaesato. In cabina conosco Vincenzo, anche lui biker solitario che chiamerò Giggino perché ricordava molto Di Maio sia nell’aspetto che dall’accento napoletano. Andiamo a cena insieme e lì conosciamo altri 4 ragazzi in viaggio in moto da Milano. Il bello di viaggiare soli è che trovi altri disadattati come te! E così fu. Seratona a base di birra, vino e prosecco. La notte non è stata delle migliori perché il terzo componente della nostra cabina era un tedesco che russava.

Day 2 – L’arrivo a Barcellona e la prima multa

Il risveglio è stato un po’ traumatico per le oscillazioni della nave. Faccio subito una doccia dentro quel bugigattolo, poi colazione. Dal megafono annunciano che siamo in anticipo e che saremmo arrivati alle 11:30. Inizia ora il vero viaggio.
A Barcellona approfitto per fare una rapida sgasata tra il Porto Olimpico e la Sagrada Famiglia poi con l’Avenida Diagonal vado fori dai ball. Mi dirigo a bomba verso Peniscola, prima che inizi a piovere. Erano però già le 13:30 e la fame iniziava a farsi sentire per cui faccio attenzione se scorgo un posticino aperto durante questa uggiosa giornata di Pasqua. A Vallirana scorgo un kebabbaro ma non faccio in tempo a fermarmi per cui accosto più avanti, faccio inversione e poi ancora inversione per parcheggiare lì davanti. Entro, ordino, e sento dirmi “la policía te está dando la multa” esco per capire cosa succede. Non vuoi che questi erano appostati ad aspettare che io facessi inversione? Mi hanno visto da 1km!! Mi chiedono i documenti e mi sarei aspettato un sorriso e un “la prossima volta non farlo e stai attento”. E invece tira fuori il blocchetto e mi fa 200 euro di multa.

Ma siamo fuori di testa?? 200 euro per una inversione in paese? Mi dice che se non pago c’è il ritiro del mezzo e che se avessi pagato subito sarebbe stata scontata del 50%. Tiro fuori il cash e pago. Ah… poi aggiunge che mi avrebbero scalato 3 punti… così. Difatti erano anni che mi lamentavo di averne 30. Saluto gli sbirri e torno a prendere il kebab, l’ho mangiato con la multa in mano. Proseguo verso Tarragona, facendo molta attenzione alle inversioni di marcia (la punizione devo dire che ha funzionato). Inizia a fare davvero freddo, dopo un cambio rapito e due foto al mare agitato torno in sella e arrivo a Peniscola, un comune di 6000 abitanti con una stupenda rocca medioevale dove è stato girato il Trono di Spade. Cena a base di Jamon Iberico e una Cerveza nelle strettisime vie del centro terminano questa seconda giornata del viaggio, nonché la prima in Spagna.

Day 3 – Un deserto inaspettato

Una corsa contro il tempo per evitare la pioggia. Mi dirigo verso Alicante dove non danno pioggia in mattinata. Durante il tragitto incrocio un cartello che mi indicava un deserto, l’ho seguito. Gran belle curvette per arrivare su, peccato per l’asfalto bagnato per cui dovevo andare adagio. Si nota subito il colore delle rocce rossastre che fa molto film western. Mi trovo al Deserto de les Palmes. Continuo per l’autovia (chiamano così la strada senza pedaggio in Spagna) mentre quella a pagamento è l’autopista, chiaramente un riferimento al fatto che se paghi puoi andare più veloce come se fossi in pista.

L’autovia tuttavia è perfetta come se fosse la nostra autostrada, i limiti variano da 80 a 120. Arrivo a Valencia dove mangio la paella con gigino (il ragazzo conosciuto in cabina). Facciamo poi il giro classico all’acquario e ci mettiamo in sella verso Alicante cercando di lasciarci la perturbazione alle spalle (cit. Furio) ma qualche goccia l’abbiamo presa.

Ho rischiato di rimanere a secco come al solito perché l’unico benzinaio trovato era abbandonato… ma ce l’ho fatta. Arrivati ad Alicante troviamo un hotel con parcheggio privato, nella Calle Gravina, nome che ricorda il mio paese natale in Puglia. Ad Alicante raggiungiamo due amiche di Gigino, la serata finisce in chiasciara anche con i loro genitori. Poi andiamo anche a perdere tutto al casino.

Day 4 – Capo de Gata sotto la pioggia torrenziale

Una ricca colazione ad Alicante ci permette di caricarci per questa giornata ricca di chilometri sotto la pioggia. Partiamo verso Capo de Gata, una lingua di terra sul mare che vale la pena vedere. Vincenzo imposta il suo Google Maps, lo seguo. A pranzo ci fermiamo in un benzinaio per la forse pioggia. Ci cambiamo con le tute antipioggia, a me però mancano le coperture per le scarpe, così chiedo due sacchetti di plastica. Con quelli riesco ad arrivare a Capo de Gada praticamente asciutto.

Posto tranquillo, ci siamo solo noi sotto la pioggia. Piccola sosta per sgranchirci dalla tensione della guida sotto il temporale e ci rimettiamo in marcia verso Tabernas, il deserto dove Sergio Leone ha girato la maggior parte dei suoi film. Posto incantevole che ricorda i deserti dell’Arizona.

Proseguiamo verso la Sierra Nevada, qui la temperatura scende tantissimo. Io non avevo il termometro sulla moto quindi ero ignaro di tutto. Sentivo che faceva sempre più freddo ma non avevo proprio idea di quale temperatura ci fosse. Poi Gigino mi ha detto che la sua moto segnava 6°C che con un abbigliamento primaverile non era proprio confortevole. Finalmente superiamo il tratto più freddo per arrivare a Granada dove prendiamo l’Hotel più vicino all’Alhambra. Qui ci riposiamo un attimo poi arrivano due amiche di Gigino con cui passiamo la serata tra le vie del centro. Abbiamo passeggiato per le viuzze incrociando anche la Cattedrale.

Day 5 – Gibilterra e l’arrivo a Tarifa

Parto dalla freddissima Granada, ero venuto in Spagna per sole e mare, tutto l’anno in costume, invece esce il vapore dalla bocca. Prendo la A7 fino a Malaga. Stupenda ma essendo lavorativo anche molto trafficata, ma io non ho nessun problema nei zig zag tra le auto, è il mio pane quotidiano a Milano, praticamente mi sento a casa per andare in ufficio! Mi dirigo verso la spiaggia, deserta. Qualche foto e poi vado verso Terremolinos. Da qui in poi sembra di essere in California. Esattamente vado a Benalmádena. Pulula di americani, ed anche lo stile un po’ kitch e’ molto americano. Qui pranzo con le due ragazze di ieri, Deborah e Silvia. Una giretto al volo e poi mi fiondo a Tarifa. Nel tragitto incrocio il cartello di Gibilterra… non posso non deviare.

Devo essere sincero, non ricordavo che Gibilterra fosse uno stato a se’. Per cui supero una sorta di dogana per lasciare la Spagna, per un momento pensavo mi stessi imbarcando per il Marocco, invece era un confine di stato. Hanno addirittura delle targe GBZ e forse una loro moneta. Supero un tunner polveroso scavato nella roccia ed arrivo allo stretto di Gibilterra. Stupendo, è affascinante vedere il continente africano all’orizzonte.

Qualche foto e poi torno sulla strada per Tarifa dove mi attende la prenotazione per l’Hotel Dos Mares, uno stupendo complesso sull’Oceano Atlantico dove ho prenotato un bungalow a due passi dalla spiaggia. Questa è la prima notte in cui Fazer resterà fuori, e durante la notte danno pioggia.

Day 6 – La linea dei due mari

Dormire coccolati con le onde dell’Oceano è stato stupendo, tanto quanto al risveglio sentire la pioggia torrenziale. Mi armo di pazienza e di tuta antipioggia e mi avvio verso Punta de Tarifa, la linea di terra che divide il Mar Mediterraneo dall’Oceano Atlantico. Se vede di netto che i due mari hanno intensità di onde diverse.

Dopo 1000 foto a questo fenomeno terrestre vado via sperando che lasciarmi la pioggia alle spalle. Destinazione Siviglia dove mi aspetta Sabrina per pranzo. Arrivo leggermente in ritardo, la pioggia mi ha rallentato. Dopo pranzo l’obiettivo è raggiungere Cordoba dove poi incontro di nuovo Gigino (Vincenzo). Mi fa vedere il suo hotel, io il mio. Ma io ho scelto questo perché aveva il garage per la moto. Seratona ignorante al mercato, ho ricordi confusi ma qualche foto poi ritrovata nella gopro.

Day 7 – I mulini a vento e Madrid

Che mal di testa, devo assolutamente fare colazione. Me la prendo molto con calma. Parto alle 11:30 verso Consuegra. Ci arrivo alle 15 dopo parecchie soste. Posto unico. Arrivo in cima dove ci sono 12 mulini e un castello. Sono gli stessi 12 mulini che hanno ispirato Cervantes nel Don Chisciotte.

Sono solo e faccio la mia foto top. Dopo 5 minuti 2 autobus pieni di Giapponesi rompono quella magia che si era creata, per cui sposto la moto, faccio due passi e poi taglio la corda perché devo assolutamente arrivare a Madrid in tempo perché vorrei salutare Giacomo, un amico di vecchissima data. Guido per la prima volta a Madrid, devo dire che è abbastanza complessa. L’intera città è attraversata da molte tangenziali ed ogni uscita si dirama in molte direzioni, seguire il navigatore mentre ero in moto non è stato semplicissimo ma ci sono arrivato. Prima però volevo passare davanti al nuovo quartiere dei grattacieli che si chiama Cuatro Torres Business Center. Con Giacomo esco a cena in centro in un posto stupendo che si chiama Perrachica. Oltre ad aver mangiato benissimo dopo una certa ora si trasforma in una sorta di lounge bar, si abbassano le luci e c’è musica fino a tardi. Questa sera però reduce dalla serata di Cordoba devo lasciare la scena all’1:00, sono parecchio stanco e domani mi aspettano molti km verso le Bardenas Reales.

Day 8 – Finalmente sterrato

Non mi sembra vero di essere al secondo giorno di sole, mi svegliano i primi raggi di luce prima ancora che suoni la sveglia. Doccia, colazione, saluto Giacomo & family e mi dirigo verso Medinaceli, un antico borgo a 1200mt ma alla fine nulla da dire wow… un arco Romano bellissimo, vista bella ma dopo 20 minuti ed un panino che non ho potuto pagare perchè non avevano il bancomat sono andato via in direzione Navarra!

Finalmente dopo 10 anni torni al Deserto delle Bardenas Reales, ma questa volta in moto. Raggiungo l’Hotel lascio tutto ciò che è di peso e vado a bomba verso il deserto dove ci resto dalle 16 alle 20. Un percorso di circa 30km su sterrato battuto, non difficilissimo da percorrere con la mia sport touring. Ogni angolino ispirava delle gran foto, sembrava di essere alla Monument Valley! Ho incrociato pochissimi turisti e qualche biker. Io ero super eccitato all’idea di essere in un deserto da solo con la mia moto.

Le foto non potranno mai descrivere realmente quello che si prova. Inizia a venirmi fame e torno all’Hotel che è a poco piu’ di 15 minuti di strada (ho prenotato all’Hotel elVILLA. Comodo perchè vicino al deserto ed ha il parcheggio interno. Un hotel per camionisti, la cena era a buffet e con 17 euro prendevi tutte le portate che volevi … insomma, ceno, recuperando il panino non mangiato a Medinaceli, e vado a dormire.

Day 9 – Si torna verso Barcellona

Ebbene, il risveglio dell’ultimo giorno di viaggio è sempre meno eccitante degli altri risvegli. Me la prendo molto con comoda, quasi a sperare di non fare in tempo per prendere il traghetto che partirà questa sera da Barcellona. So’ che devo percorrere circa 4 ore in sella. Penso che dividerò 2 al mattino con passaggio da Saragozza e 2 ore al pomeriggio diluite con le varie soste. I vestiti sanno di benzina, la giaccia da moto è piena di insetti spiaccicati. Dopo 9 giorni si sente la stanchezza dell’aver viaggiato senza sosta. Eppure andrei sul sito della GNV e cancellerei il traghetto per il ritorno facendomi il tratto Barcellona Milano in moto… ma la cifra non viene rimborsata interamente.

Day 10 – Un giorno di navigazione

Non finiscono mai queste 18 ore in nave, approfitto dunque per mettere giù questo articolo che ora state leggendo.
Ed eccomi di nuovo qui, nella mia città, la città che amo. Questo viaggio non lo dimenticherò, come anche tutte le persone che ho conosciuto.

Costi del viaggio di 10 giorni in Spagna in moto

Hotel: 327 €
Benzina: 257 €
Traghetti: 330 €
Pranzi/Cene: 229 €
Imprevisti: 195 €

Totale costo del viaggio: 1339 € / Km percorsi da Milano: 3480

Video

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Milano-Genova passando dalla Val Trebbia

Un giro impegnativo che richiede l’intera giornata. Siamo pariti da Milano alle 9:00, caffè e via. Abbiamo percorso tutta la SP412 per Val Tidone. A Bobbio non contenti siamo saliti…

Un giro impegnativo che richiede l’intera giornata. Siamo pariti da Milano alle 9:00, caffè e via. Abbiamo percorso tutta la SP412 per Val Tidone. A Bobbio non contenti siamo saliti sul Passo Penice, giro molto veloce anche se le condizioni della strada non erano delle migliori.

Continuiamo per la Val Trebbia e ci fermiamo a mangiare a Montebruno al Rifugio del Cacciatore, il classico posto che da fuori non gli dai due lire ma la cucina è ottima e con poco più di 10 euro fai pranzo completo da star male. La sosta a Montebruno non è stata prevista, ma erano le 13:30 ed avevamo molta fame.

Dopo 1 ora di pranzo ci rimettiamo in sella e con molta calma raggiungiamo Genova, due foto al Porto Antico, un caffè e ritorniamo a Milano con l’A7 il cui tratto iniziale è anche abbastanza veloce e divertente.

Ecco la mappa del percorso totale con ritorno dalla A7

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Agnellotreffen 2019: il motoraduno più alto delle Alpi

La mia prima vera esperienza di raduno invernale l’ho vissuta ieri all’Agnellotreffen a quota 1615 metri, a Pontechianale, in Valle Varaita (Cuneo). Ho potuto testare le nuove Michelin Road 5…

La mia prima vera esperienza di raduno invernale l’ho vissuta ieri all’Agnellotreffen a quota 1615 metri, a Pontechianale, in Valle Varaita (Cuneo). Ho potuto testare le nuove Michelin Road 5 e devo dire che si sono comportate molto bene sia su strada bagnata che su asfalto leggermente ghiacciato, guidando ovviamente con prudenza.

Cosa portare ad un raduno invernale?

Vi incollo il mio inventario:
– Tenda
– Sottotenda (per isolamento termico)
– Sacco a pelo invernale
– Tappetino gonfiabile
– Coperta
– Torcia da testa
– Coltello
– Accendini per accendere il fuoco
– Kit medico per moto
– Gopro
– Caricatore accendisigari per moto
– Guanti
– Cappello
– Scaldamani
– Scaldacollo
– Fazzoletti
– Carta igienica
– The in bustine
– Tazza
– Termos
– Maglia e pantaloni termici
– Pantaloni moto invernali
– Scarpe invernali moto
– Paraschiena esterno
… e ovviamente il vostro mezzo e la voglia di libertà!

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52° Befana Benefica Motociclistica 2019

MILANO – 6 Gennaio 2019 – il tradizionale corteo di volontari su due ruote per consegnare doni ai piccoli ospiti dell’Istituto Don Orione e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone….

MILANO – 6 Gennaio 2019 – il tradizionale corteo di volontari su due ruote per consegnare doni ai piccoli ospiti dell’Istituto Don Orione e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone.

Sgasare è stato bello ma ancora più bello sapere che in 9000 abbiamo donato ai bambini dell’Istituto Don Orione e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone.

52° Befana Benefica Motociclistica 2019

Quest'anno vi porto con me in moto in occasione della Befana Benefica Motociclistica 2019: il tradizionale corteo di volontari su due ruote per consegnare doni ai piccoli ospiti dell'Istituto Don Orione e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Buona Befana a tutti

Pubblicato da Milano Panoramica su Domenica 6 gennaio 2019
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Il giro in moto più vicino da Milano: Il Bosco WWF di Vanzago

Vi siete svegliati tardi, oppure sono già le 3 del pomeriggio e volete uscire comunque a fare un giro in moto? bene, ho testato proprio oggi un giro rapido di…

Vi siete svegliati tardi, oppure sono già le 3 del pomeriggio e volete uscire comunque a fare un giro in moto? bene, ho testato proprio oggi un giro rapido di circa 1 ora (tempo totale andata+ritorno), circa 40km totali.

Il giro è davvero bello e stupisce parecchio per essere alle porte di Milano. Partendo da San Siro si prende via Novara, pochissimi semafori, con questi rettilinei iniziate a scaldare la moto con qualche impennata.

Appena arrivate a Settimo Milanese iniziate a vedere il cartello “Parco dei 5 comuni“, seguite sempre quell’indicazione, verso Pregnana. Dopo aver seguito quell’indicazione troverete le indicazioni per la Riserva Naturale di Vanzago. La strada da Settimo a Rho non ha semafori e regala delle belle curvette, non ci sono autovelox. Cercate di non distrarvi guardando le prostitute a bordo strada, sono davvero tante.

Il Bosco di Vanzago è davvero suggestivo per fare delle foto alla vostra foto, c’è un lungo sentiero alberato che porta fino all’ingresso del parco che potrete percorrere con la vostra moto.

Per tornare continuate verso Poglianasca e da lì vedrete già il cartello Milano per riprendere la Statale del Sempione.

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Le bellissime curve della Val Taleggio in autunno

Oggi è il mio compleanno, non c’è miglior regalo che prendere il Fazer e spararsi un bel giro con curvette. Questa mattina c’è stata molta foschia a Milano, la speranza…

Oggi è il mio compleanno, non c’è miglior regalo che prendere il Fazer e spararsi un bel giro con curvette. Questa mattina c’è stata molta foschia a Milano, la speranza è stata quella di salire il più possibile di quota per vedere un po’ di cielo azzurro. Abbozzo in meno di 10 minuti un giretto di 4 ore (200 km).

Vi condivido l’itinerario:

Parto da Milano, percorro tutta la tangenziale est a palla, dopo Merate c’è la prima deviazione per Val Imagna (SP 177). Dopo Torre de’ Busi inizia una serie lunghissima di tornanti mozzafiato che portato su a Valcava, un belvedere a 1350 metri da cui si vede tutta la Pianura Padana. Mi fermo al Chiosco del Passo Valcava per un buon panino con la salamella.

 

Scendo dalla parte opposta verso Valsecca, Selino Basso, Berbenno, Gerosa. Da qui iniziano le curve più belle e veloci!

 

Proseguo fino a Olda dove prendo la deviazione per Valsassina che porta verso Lecco. Da qui inizia la strada strettissima e con meno auto in assoluto! Con i colori dell’autunno è davvero magica

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