Il nostro Agnellotreffen 2020

Quest’anno a differenza dello scorso anno, abbiamo preferito arrivare il venerdì sera, abbiamo quindi passato ben 2 notti a Pontechianale. Attrezzatura usata all’Agnellotreffen: Materassino da campeggio: https://amzn.to/2OiPkwg Coltello Hultafors: https://amzn.to/37SgIcl…

Quest’anno a differenza dello scorso anno, abbiamo preferito arrivare il venerdì sera, abbiamo quindi passato ben 2 notti a Pontechianale.

Attrezzatura usata all’Agnellotreffen:

Materassino da campeggio: https://amzn.to/2OiPkwg
Coltello Hultafors: https://amzn.to/37SgIcl
Sgabello: https://amzn.to/394GN87
Tenda Nordkapp2: https://amzn.to/2Utmgq7
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Il mio 2019 in breve

Che dire di questo anno… ho fatto tutto quello che volevo fare, ho realizzato ogni sogno che avevo nel cassetto. La vita è questa, non bisogna rimandare nulla, la vita…

Che dire di questo anno… ho fatto tutto quello che volevo fare, ho realizzato ogni sogno che avevo nel cassetto. La vita è questa, non bisogna rimandare nulla, la vita si vive oggi, solo il presente ha davvero importanza. Sono veramente soddisfatto di tutto.

Buon anno nuovo a tutti, pieno di obiettivi da raggiungere e sogni da realizzare.

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Volano dell’FZ8 Fazer difettoso

Ebbene sì… dopo pochi giorni dal rientro da Capo Nord mi accorgo che la moto inizia a fare un rumore stranissimo, come se ci fosse un cuscinetto rotto. Questo rumore…

Ebbene sì… dopo pochi giorni dal rientro da Capo Nord mi accorgo che la moto inizia a fare un rumore stranissimo, come se ci fosse un cuscinetto rotto. Questo rumore arriva dal lato sinistro della moto, dal vano dello statore. Visto che sarei andato da lì a poco dal mio meccanico per fare un po’ di lavori (cambio trasmissione, cambio olio ecc) penso di temporeggiare e continuo il mio utilizzo giornaliero.

Il giorno dopo, dopo circa 20 km la moto si spegne e con la spia motore accesa. Completamente morta, mi faccio spingere, si accende, faccio altri 500 metri e si spegne ancora. Il tachimetro non segna neanche la velocità. E’ palese che la batteria è completamente scarica. Non ho altra scelta che chiamare l’assistenza stradale (che per fortuna ho compresa nella mia assicurazione).

 

Da qui iniziano 3 settimane di sofferenze.

Marco, il mio meccanico di fiducia nonché amico di uscite in moto, mi smonta subito lo statore e mi da via whatsapp la notizia che era completamente spappolato! Di seguito le foto che mi manda:

Lo statore, che insieme al volano tiene sempre in carica la batteria, era completamente spappolato e circondato dai magneti del volano.
Il volano avendo quindi perso i magneti perde anche quella proprietà che crea il campo magnetico. Per questo motivo la mia batteria ha iniziato a scaricarsi.

Non avevamo idea che quella poltiglia fossero i magneti, abbiamo pensato che fossero pezzettini di cuscinetto insieme alla guarnizione nera del carter, così compro su eBay solo uno statore revisionato (120 euro), un carter (50 euro) e una nuova guarnizione del volano (16 euro).

Montato quello ci accorgiamo che la batteria non carica ancora, abbiamo pensato subito al regolatore di tensione (32 euro), prendo anche quello ma nulla. Cercando su internet mi accorgo che il volano delle FZ1, Fz8 e anche R1 e R6 ha i magneti in vista, il mio quindi li aveva persi tutti.

Volano originale Yamaha

Così mi metto alla ricerca del volano modifica Yamaha e mi accorgo che dovrò spendere altri 348 euro! Mi arriva dopo una settimana, corro da Marco a montarlo, sono sulle spine, voglio risolvere questo maledetto problema!!!

Dopo averlo montato e testata la batteria ci accorgiamo che la batteria carica! il voltaggio è giusto! Sospiro di sollievo se non fosse che la moto sembra comunque un frullatore! si sente un rumore esteso in tutto il motore 🙁

Procediamo quindi a fare un lavaggio del motore in quanto il sospetto è che quella poltiglia di magneti fosse finita nel motore, quindi anche nella coppa dell’olio. Cerco su internet un prodotto per pulire il motore è trovo questo della Blue (18 euro). Si inserisce nella coppa dell’olio e si fa girare la moto a motore acceso per circa 15 minuti. Poi si scarica l’olio vecchio sperando che l’olio porti via anche tutti i detriti.

Inoltre smontiamo la coppia dell’olio e puliamo il fondo, che in effetti presenta ancora quella poltiglia di magneti. Richiudiamo tutto ed inseriamo 3 litri di Motul 7100.

Riaccendiamo il Fazer… il rumore sembra essere cambiato, ora è tipo un sibilo. Me la porto a casa così, abbiamo pensato che andando in marcia i detriti si sarebbero polverizzati e il suono sarebbe cessato.

Passa una settimana e il sibilo in effetti cambia, ma in peggio! diventa esattamente come all’inizio, un suono di strofinamento di metallo. Rismontiamo tutto e ci accorgiamo che all’interno del carter (che ho preso usato) c’è un altro piccolo cuscinetto a sfere, una di queste sfere era danneggiata! Era impossibile da notare in quanto lo statore resivionato era attaccato al carter ed ho dato per scontato che non avesse problemi!

Attendo l’indomani per la sostituzione di quel cuscinetto… e come per magia la moto torna normale!!! Che sudataccia! … e pensare che se mi fosse successo a Capo Nord sarei rimasto lì per un bel po’ di tempo…

Per colpa del volano difettoso della Yamaha questo scherzetto mi è costato circa 600 euro più la manodopera al mio amico Marco che con molta pazienza mi ha seguito durante tutti questi giorni.

Consiglio vivamente a tutti quelli che posseggono i modelli Yamaha FZ8, FZ1, R1 di sostituire il volano con quello modificato e fare anche un check dei cuscinetti.

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DAY 18 – Lo sprint finale

866km (Vienna, Austria – Milano, Italia) Con molto dispiacere devo già salutare il mio amico Alessandro e rimettermi sulla strada (non nel senso di prostituto). Non c’è molto da dire…

866km (Vienna, Austria – Milano, Italia)

Con molto dispiacere devo già salutare il mio amico Alessandro e rimettermi sulla strada (non nel senso di prostituto).

Non c’è molto da dire di questa ultima tappa, solo tanta tanta strada. L’autostrada austriaca ha dei limiti assurdi, 110 con molti tratti a 90. Un sonno incredibile. Sono i limiti come questi che permettono alla gente di utilizzare il cellulare, per noia. In Germania senza limiti non ti addormenti, non ti annoi e non riesci neanche a guardarlo il cellulare e pensate un po’ arrivate anche prima a destinazione.

Finalmente dal confine Italiano tutto cambia, autostrade più larghe, limiti più alti e devo dire paesaggio molto più bello. L’ingresso da Tarvisio è proprio bello. Da qui inizio un attimino a riprendermi ma mancano ancora 470 km!

L’unica nota negativa dell’Italia sono il costo delle autostrade e del prezzo della benzina in autostrada che è pari praticamente al costo pagato in Norvegia. L’italia, insieme alla Svizzera e alla Francia sono gli unici paesi che fanno pagare lo stesso pedaggio delle auto alle moto. Noi in moto occupiamo meno spazio, non generiamo code anzi generiamo turismo. Ho attraversato 13 paesi e in tutti hanno reso gratuite le autostrade per i motociclisti, tranne in Austria la cui vignetta costa meno (6 euro per 10 giorni). Sono proprio incazzato di pagare la stessa cifra che paga un Suv, ma non ho molte alternative, la strada statale mi farebbe allungare di 2 ore e sono già molto tirato con i tempi.

Ora hanno messo questo ridicolo sconto del 30% se si effettua una nuova iscrizione al Telepass, un nuovo dispositivo associato unicamente alla targa della moto. Che poi, non è neanche sicuro che resti perché è un’agevolazione che viene rinnovata a piacimento di anno in anno. Io che sono già cliente Telepass non posso associare la targa moto e beneficiare dello sconto, sarebbe stato troppo facile. Devo farne uno nuovo. Che poi basterebbe tarare quelle pesatrici che determinano il pedaggio per fare in modo che su un peso minore di 600 kg il pedaggio viene la metà del prezzo. Di soluzioni ce ne sono tante, è che vogliono fare di tutto per non concedere sconti a nessuno, solo rincari. Per la tratta da Tarvisio a Milano ho pagato 37,70€, quasi lo stesso prezzo pagato per la vignetta svizzera per l’anno intero. Assurdo.

Continuo a pensare se è meglio fermarsi a metà strada anche se, ad ogni chilometro che faccio, sono sempre più gasato di arrivare in Piazza Duomo a Milano e poter dire che ce l’ho fatta! I chilometri scorrono velocissimi, mi piazzo a 145-150km/h e ottengo ottime medie di percorrenza.

Alle 22:50 entro in Piazza Duomo dopo 9653 km. Grandissima emozione, parcheggio e scatto qualche foto, poi chiedo ad un ragazzo di farmi un video e una fotografia. Si conclude così la mia esperienza del viaggio a Capo Nord.

 

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DAY 17 – “Your withdrawal limit is exceeded” Senza soldi non vado da nessuna parte

680km (Varsavia, Polonia – Vienna, Austria) E’ la 17^a giornata di viaggio, ormai mi sono abituato a svegliarmi, caricare la moto e partire. Non sento neanche più il mal di…

680km (Varsavia, Polonia – Vienna, Austria)

E’ la 17^a giornata di viaggio, ormai mi sono abituato a svegliarmi, caricare la moto e partire. Non sento neanche più il mal di schiena (che non so se è un bene o un male). Devo scendere in garage un po’ prima perché devo regolare la catena, ha ripreso a fare rumore in frenata, si è allentata ancora, non vedo l’ora di cambiarla ma finché non torno devo curarla maniacalmente, stringerla e lubrificarla la sera prima in modo tale che il grasso attecchisca nella notte.

Faccio un salto in centro per salutare Varsavia e prendere il solito stickers e toppa per il gilet e riparto.

Su Google Maps inserisco Rybnic, una città a 320km, dove abita una persona che ho conosciuto tempo fa su Instagram, ha il mio stesso Fazer ed è abbastanza “malato” come me. Lui è polacco ma ci scriviamo in inglese, visto che sono di strada passo a conoscerlo.

Riprendo quindi l’autostrada Polacca, in continua costruzione, si alternano pezzi veloci con pezzi a zigzag tra le corsie, addirittura Google Maps mi suggerisce vie alternative perché ci sono continuamente rallentamenti per via dei lavori. Così seguo le indicazioni e finisco in strade messe ancora peggio. Una delle quali è bloccata per via di una processione religiosa… ma dico io sulla statale dovete farla? non potete andare in paese? Non immaginate quanta coda c’è dietro questa cinquantina di fedeli che cantano… Tir, trattori, camper … io supero tutti da sinistra e cerco di portarmi avanti. La strada è lunga e non arriverò mai alle 14:00 dal mio amico Ganios, sono in ritardo, tra le soste, il caldo, la manutenzione della moto, mi mancano ancora 130km e sono le 13:00.

Vado a fare benzina come al solito, faccio il pieno ed entro per pagare con il bancomat. Dopo il aver digitato il pin esce lo scontrino con la scritta Transaction Denied. Caspita, mi è successa la stessa cosa proprio ieri, pensavo fosse un guasto del Pos ma in due giorni di fila non può essere un’anomalia dell’apparecchio, c’è un problema con il mio bancomat … Apro il portafoglio e mi sono rimaste le ultime 20 euro, pago quindi i 16 euro di benzina in Euro e non in Zloty. Per fortuna mi hanno accettato i contanti. Riparto ma sono molto preoccupato perché se ci fosse un problema con il bancomat al prossimo rifornimento non riuscirei a pagare perché mi sono rimasti in tasca solo pochissimi euro e la carta di credito non posso usarla perché ho perso il pin diverso tempo fa, la uso solo per le pagare gli hotel e per gli acquisti online. Che poi non ho capito perché quando la uso in Italia basta firmare lo scontrino, all’estero chiede il pin. Vabè. Mentre sto guidando tolgo il guanto e seleziono il numero della mia banca, non ho voglia di fermarmi e perdere altro tempo, ci parlerò tramite l’interfono del casco. Mi risponde immediatamente e gli dico “Sono all’estero, ho un problema con i pagamenti del mio bancomat“, mi dice che controlla e subito dopo mi informa che ho raggiunto il limite di 1500 euro spendibili su circuito internazionale VPAY, a quel punto gli chiedo una soluzione… che non mi è stata data, quel limite non si può aumentare. Chiusa la telefonata ho davanti a me la strada e penso che posso ancora fare 230km con questo pieno e poi sarei appiedato.

Fa davvero strano sapere di non avere denaro, ti fa vivere una forma di impotenza potentissima, forse peggio di quando ti si rompe la moto e stai attendendo il carro attrezzi. Senza soldi non fai nulla, neanche puoi mangiare. Così inizio a pensare, penso, penso, penso, dopo 10 minuti chiamo i miei, sempre tramite il casco e mentre espongo il problema, il solo fatto di averne parlato mi fa partorire la soluzione! Western Union è la soluzione. Si tratta di un circuito di trasferimento di denaro fisico da un posto all’altro nel mondo e in tempo reale. Mio padre (che mi ha salvato il culo) è andato a depositare 50 euro su circuito Western Union e mi ha comunicato un codice con cui io avrei potuto quindi ritirare lo stesso importo nella moneta locale. Così appena appurata la soluzione accosto in autostrada (se così possiamo definirla) e cerco su Google Maps un centro Western Union, è a 15 minuti di strada! Fantastico! mi fiondo lì per capire se è aperto e se hanno anche gli Euro. Intanto sulla strada trovo anche un bancomat, provo a prelevare anche lì e l’errore viene confermato (anche se il bancomat parla di un limite giornaliero che però nel mio caso è mensile).

Arrivo in un paesino molto rovinato, si chiama Radomsko, parcheggio la moto, mi sento abbastanza osservato… raggiungo il posto, mi sembra come una banca, entro e dico “Hello“. La prima cosa che mi viene detta dalla cassiera è “No English“. Vi giuro, non spiccicavano mezza parola in inglese. Allora dico la mia seconda parola “Western Union“. Mi rispondono in modo incomprensibile ma dai gesti ho capito che non era la banca corretta e che dovevo andare al civico accanto. Saluto e ringrazio, ma avrei potuto anche dire “Fuck off” che non avrebbero capito comunque.

Entro in quest’altro luogo, sembrerebbe un ufficio tipo una banca ma senza clienti. Solo tre scrivanie con tre commesse che prima che io entrassi stavano probabilmente spettegolando. Anche qui stessa scena: “Hello“, questa volta col sorriso “Sorry no english“, ed io “Western Union” seguono frasi incomprensibili ma dai gesti penso che mi stia chiedendo se devo inviare o ricevere, io dico “Receive” facendo il gesto universale del ricevere qualcosa. Mi indica di andare alla prima scrivania. Quindi sono tre scrivanie, una per ricevere, l’altra sarà per inviare e l’altra per spendere i soldi ricevuti? boh. La scena è davvero imbarazzante, sembriamo due sordomuti. Io faccio vedere la ricevuta del versamento su una foto di whatsapp alla commessa e lei apre Google Translate e le domande me le fa tramite traduttore. Mi chiede il mio indirizzo, generalità e valuta. Mi dicono di non avere gli Euro per cui Zloty, con 50 euro me ne consegnano 220. Che sollievo!

Con questi soldi potrò fare due pieni benzina e mangiare, ma sicuramente mi resteranno altri soldi che ricambierò al confine. Questa operazione mi è costata 1 ora di pausa, tempo in cui non ho neanche mangiato. Riparto e al primo benzinaio mi prendo un hotdog con 4,99 Zloty (1,14 euro). Pago con 200 Zloty la benzina e l’Hotdog, il benzinaio li controlla sotto la macchinetta delle banconote, 200 Zloty sono parecchi per loro.

Arrivo a Rybnic alle 15:30, incontro Ganios che arriva sulla sua luccicante Fazer bianca e con tuta completa la moto. E’ felicissimo di incontrarmi, ma anche lui come gli altri faticano a parlare inglese, ci aiutiamo col traduttore. Mi offre una coca e poi insiste per accompagnarmi al confine con la Repubblica Ceca, forse vuole assicurarsi che non metta più piede in Polonia 😀 Mi fa vedere come cambiare gli Zloty rimasti e facciamo un selfie insieme. Faccio l’ultimo rabbocco di benzina prima di cambiare i soldi in euro, cerco di arrivare al limite massimo del serbatoio perché in Repubblica Ceca hanno le corone e non voglio cambiarle apposta per fare benzina visto che non posso usare il bancomat. Dovrò quindi cercare di arrivare al pelo fino in Austria (230km). Inoltre mi informano che non serve più la vignetta per la Repubblica Ceca, anche qui hanno reso gratuita la rete autostradale per le moto, intanto però mi porto avanti e acquisto già quella che mi servirà in Austria, così non perdo tempo dopo (6 euro per 10 giorni).

Appena entro in Repubblica Ceca noto due cose: la puzza demmerda e una patina nel cielo, tipo foschia oppure inquinamento. Dopo pochissimi chilometri vedo delle grosse ciminiere ad Ostrava, tipo quelle delle centrali nucleari. L’aria è parecchio irrespirabile e in moto si sente sempre qualsiasi tipo di odore. Nel momento in cui costato queste due cose inizia a piovere! Fortuna che c’è un benzinaio… altra sosta per 30 minuti. Conosco due italiani che hanno fatto il mio stesso viaggio, Pugliesi anche loro!

In autostrada si tengono ritmi abbastanza spediti, i cartelli indicano 110 ma vanno tutti a 140. Io li seguo e cerco di recuperare qualche minuto, le strade sono perfette e si può andare in completa sicurezza. La mia meta di oggi è Vienna perché qui incontrerò il mio amico Alessandro e consorte che mi ha anche offerto un divano per la notte e non solo (cibo e soldi per il viaggio, gli farò subito un bonifico domattina, così ho risolto anche con il prelievo degli euro necessari per tornare a casa).

Usciamo a Vienna in occasione del Festival del Cinema 2019 dove un enorme streetfood colora il centro storico di profumi di ogni nazionalità, io mi butto sull’indiano. Sono davvero stanco, facciamo un giretto e torniamo a casa, domani non posso svegliarmi tardi perché loro lavorano e devo uscire necessariamente in tempo. Domani si torna a Milano, oppure no…

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