Il giro in moto più vicino da Milano: Il Bosco WWF di Vanzago

Vi siete svegliati tardi, oppure sono già le 3 del pomeriggio e volete uscire comunque a fare un giro in moto? bene, ho testato proprio oggi un giro rapido di…

Vi siete svegliati tardi, oppure sono già le 3 del pomeriggio e volete uscire comunque a fare un giro in moto? bene, ho testato proprio oggi un giro rapido di circa 1 ora (tempo totale andata+ritorno), circa 40km totali.

Il giro è davvero bello e stupisce parecchio per essere alle porte di Milano. Partendo da San Siro si prende via Novara, pochissimi semafori, con questi rettilinei iniziate a scaldare la moto con qualche impennata.

Appena arrivate a Settimo Milanese iniziate a vedere il cartello “Parco dei 5 comuni“, seguite sempre quell’indicazione, verso Pregnana. Dopo aver seguito quell’indicazione troverete le indicazioni per la Riserva Naturale di Vanzago. La strada da Settimo a Rho non ha semafori e regala delle belle curvette, non ci sono autovelox. Cercate di non distrarvi guardando le prostitute a bordo strada, sono davvero tante.

Il Bosco di Vanzago è davvero suggestivo per fare delle foto alla vostra foto, c’è un lungo sentiero alberato che porta fino all’ingresso del parco che potrete percorrere con la vostra moto.

Per tornare continuate verso Poglianasca e da lì vedrete già il cartello Milano per riprendere la Statale del Sempione.

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Le bellissime curve della Val Taleggio in autunno

Oggi è il mio compleanno, non c’è miglior regalo che prendere il Fazer e spararsi un bel giro con curvette. Questa mattina c’è stata molta foschia a Milano, la speranza…

Oggi è il mio compleanno, non c’è miglior regalo che prendere il Fazer e spararsi un bel giro con curvette. Questa mattina c’è stata molta foschia a Milano, la speranza è stata quella di salire il più possibile di quota per vedere un po’ di cielo azzurro. Abbozzo in meno di 10 minuti un giretto di 4 ore (200 km).

Vi condivido l’itinerario:

Parto da Milano, percorro tutta la tangenziale est a palla, dopo Merate c’è la prima deviazione per Val Imagna (SP 177). Dopo Torre de’ Busi inizia una serie lunghissima di tornanti mozzafiato che portato su a Valcava, un belvedere a 1350 metri da cui si vede tutta la Pianura Padana. Mi fermo al Chiosco del Passo Valcava per un buon panino con la salamella.

 

Scendo dalla parte opposta verso Valsecca, Selino Basso, Berbenno, Gerosa. Da qui iniziano le curve più belle e veloci!

 

Proseguo fino a Olda dove prendo la deviazione per Valsassina che porta verso Lecco. Da qui inizia la strada strettissima e con meno auto in assoluto! Con i colori dell’autunno è davvero magica

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Vacanze estive in Italia: da Nord a Sud in moto

Vi racconto della mia ultima avventura in moto in solitaria, dal 2 al 16 di agosto, un lungo e meraviglioso tour di 3400 km alla scoperta dei posti più remoti…

Vi racconto della mia ultima avventura in moto in solitaria, dal 2 al 16 di agosto, un lungo e meraviglioso tour di 3400 km alla scoperta dei posti più remoti e meno convenzionali d’Italia con partenza da Milano.   Day 1: 350km.  Gomme sbucciate già nelle prime curve prima di Genova, il viaggio inizia bene, proseguo per Santa e Portofino, bellissime, il primo vigile che mi sente arrivare mi ferma, non venivo fermato da quando avevo 18 anni (in scooter senza casco)… dice di avermi visto sorpassare con la linea continua ma alla fine documenti ok ne esco illeso, tiro un sospiro di sollievo e proseguo verso le Cinque Terre, l’aria è sempre più fresca e le nuvole grigie all’orizzonte si avvicinano. Inizia a grandinare e non vi è riparo, nessuna delle galleria aveva una piazzola di sosta… riparto verso Vernazza e Corniglia, curvette spettacolari, pochissime auto e paesaggio mozzafiato. Arrivo a La Spezia, prima di oggi non credevo esistesse realmente, un po’ come il Molise. Mi hanno sempre raccontato che i Liguri non sono il top per simpatia e accoglienza. Al momento ho incontrato solo persone disponibili, non saranno del posto? Day 2: 230 km. Una giornata dedicata alle persone che volevo rivedere. Mi sveglio a Le Grazie (piccola frazione di La Spezia), non so ancora dove andare, chiedo consiglio alla sciura della reception che senza esitare mi indica Montemarcello. Faccio prima una capatina a Portovenere poi inizio a salire su Montemarcello attraversando La Spezia. Curvette niente male tra la vegetazione incontaminata. Da qui si vede tutto il golfo di La Spezia. Il bello dei posti non turistici è proprio quello di non trovare tonnellate di gente. Mi dirigo verso Livorno a trovare Francesco & family, con cui ho condiviso i 5 anni delle elementari, in Toscana ormai da 20 anni. Mi accolgono sempre con amore. Poi ho l’occasione di vedere Follonica dove incontro Manuel. Mi perdo tra le campagne toscane per salutare anche Silvia che si trova a Grosseto, ma prima mi fermo per un tramonto… uh arriva la pioggia devo fare in fretta! Day 3: 200 km. Parto da Grosseto verso una meta consigliata da Luca e Marco: Porto Santo Stefano, molto bella grazie per il suggerimento, un bambino mi ha anche fatto una foto. Ho approfittato per pranzare ad Orbetello dove si trova un famoso mulino nella laguna. Qui con 7,60€ ho mangiato 2 pizzette, 1 coca, 1 acqua, 1 caffe. Riparto verso l’entroterra, sconfino la Toscana, entro nel Lazio. Le strade bucate e la desolazione regna padrona ma solo per i primi km. Il paese più triste in assoluto che io abbia mai attraversato si chiama Tuscania (8000 abitanti). Proseguo impaurito verso Civita salendo verso Montefiascone quando mi accorgo che in cima ad una collinetta un mucchio di persone osservano qualcosa. Incuriosito parcheggio il Fazer e chiedo informazioni, mi dicono che attendono il passaggio delle frecce tricolori. Tempismo perfetto! Tutto bello tranne quei nuvoloni neri all’orizzonte… mancano solo 20 minuti per Civita di Bagnoregio quindi guardo le frecce (lontanissime) e riparto prima che venga giu il finimondo, ecco mentre mi avvio inizia a piovere, arrivo a bagnoregio ed è un bagno in tutti i sensi. Attendo che spiova insieme a 2 giappotaiwanesi con cui dialogo in inglese maccheronico e racconto del mio viaggio. Riflettevo sul fatto che sono sempre con le allstars quando piove… Mi rimetto in sella per raggiungere l’agriturismo sperduto nelle campagne Umbre, vengo accolto con una birra ghiacciata al mio arrivo, top. Il proprietario è troppo accogliente e simpatico, mi dice che per il temporale è andata via la luce, non ho potuto fare a meno di documentare la cucina con le candele accese 😂, la corrente è comunque arrivata poco dopo. Mi dice che servono la cena alle 20:15 e che mi ha messo al tavolo con altri biker solitari pazzi come me. È finita in chiasciara. Day 4: 330 km. La giornata più faticosa ma anche la più ricca di curve e di scenari wow. Grazie al suggerimento del biker Marco mi dirigo verso le Cascate delle Marmore. Spettacolari. Ho camminato un bel po’ tra i sentieri del parco. Peccato le recinzioni che rendono meno wild l’attrazione. Il panino con la porchetta è d’obbligo. Riparto verso Campo Imperatore, vedo scenari mozzafiato lungo il tragitto, motivo per cui le varie pause mi sono costate molte ore col culo in sella. Non tutti sanno che qui hanno girato parecchie scene del film Lo chiamavano Trinità. Arrivo in cima al Monte San Franco, una delle montagne del massiccio del Gran Sasso. Qui conosco Carlo (nome di fantasia non ricordo il vero nome) che mi scatta una foto e mi accompagna fino al bivio per Campo Imperatore. Con lui inizia a piovere, al bivio ci dividiamo ed io continuo a salire, verso le nuvole grigie guarda caso. Le michelin pro pilot road 4 stanno facendo il loro dovere. Arrivo in cima a Campo Imperatore (2100mt) abbastanza bagnato ed infreddolito. Pazienza, metto l’antivento, mi godo il panorama e dopo qualche foto e una birretta torno a valle in cerca disperata di un benzinaio. Non l’ho mai desiderato così tanto… restare con una tacca in mezzo al nulla con freddo e pioggia mi angosciava. Dopo un bel po’ di strada vedo in lontananza una Tamoil come se fosse acqua nel deserto. Dopo il pieno si sono susseguite sgasate inquinanti e impennate di gioia. Dopo i 30 secondi di delirio inizio ad avere fame e mi rendo conto di non sapere né dove mangiare né dove dormire. Guardo la mappa e cerco di avvicinarmi alle Gole del Sagittario (che volevo fare oggi) per cui a caso punto la città di Sulmona (a 40 minuti dal famoso benzinaio). Un bel centro storico, c’è anche la banda, tanti vecchi tanti bambini… insomma domani scappo 😂   Day 5: 230 km. Oggi sono stato in paradiso, credevo di essere morto e che tutto ciò che vedevo non fosse reale. Ho dormito molto bene stanotte, più vado verso sud e meno caldo trovo, stupendo. Parto verso le Gole del Sagittario che sono ad appena 20 minuti. Metto sotto il jeans il costume perché vorrei anche farmi un bagno all’Eremo di San Domenico.   Da qui ho 2 possibilità: o continuo nell’entroterra o vado verso l’adriatico… ci penserò più avanti. Supero le gole (insenature tra le rocce stupende dove ho fatto mille foto) ed arrivo al primo laghetto di San Domenico, stupendo e cristallino. Parcheggio la moto sotto la roccia franante e vado verso il lago. Mi spoglio entro in acqua e dopo qualche secondo sento i crampi ai piedi, gelata!!! Niente da fare ecco perché non c’era nessuno ahah prendo un po’ di sole e litigo con le anatre poi riparto per il lago di Scanno. Mi vorrei fermare ad ogni curva, ho visto anche un cervo attraversare la strada, educatamente. Mi sembra di essere allo Yosemite Park in California, invece sono in Abruzzo, ad averlo saputo prima non spendevo 700 euro di volo. E pensare che tutta sta meraviglia te la perdi quando fai l’A14 a cannone. Continuo lungo la via fino a lago di Scanno. Troppa gente, proseguo fino al lago di Barrea. Molto bello e pieno di canoe. Mi ci fermo sopratutto perché sento odore di carne. Qui fanno gli arrosticini tipici abruzzesi, per cui la tappa è davvero obbligatoria! Mi rimetto in sella fino ad Isernia per bere un caffe, mi viene dato anche il resto di 20 centesimi… sono proprio arrivato al sud. Guardo la mappa e mi rendo conto di essere ancora lontano dalla Puglia… devo pianificare un’altra tappa per dormire, cercando di trovare un posto dove ho meno probabilità che mi fottano la moto.

Tipici cartelli stradali in Molise

Mi sparo il passo per arrivare a Gildone, poi riscendo per Campobasso. Ho deciso di punirmi rimanendo a dormire in Molise, sono stanco per proseguire. Ps.: Oggi non ha piovuto. Day 6: 310 km. Finisce qui la prima parte del mio viaggio per un totale di 1655 km. Durante questo viaggio ho incrociato paesi con nomi buffi come Bastardo, Gambatesa, Frattura, Troia, Marpione. Arrivare in Puglia mi da sempre quella sensazione di tranquillità perché ci sono nato, è la mia terra. In moto la si vive diversamente, ha decisamente un aspetto più bello e più completo. Per arrivare a destinazione sono passato da Foggia per pranzare con Antonio, ho continuato poi lungo la Basilicata per vedere un luogo che non vedevo da molti anni: il Lago di Monticchio, sul Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani inattivi dell’appennino meridionale. Da qui proseguo ancora per 2 ore verso Gravina che è la mia destinazione finale. Un grande traguardo aver percorso buona parte dello stivale attraversando 9 regioni (ho contato anche il molise), tanti dialetti ma con, in comune, una gran voglia di accoglienza e amore per la propria terra. Day 7-9: 150 km. Mi sono goduto la mia terra, i luoghi in cui sono cresciuto, la famiglia e i compagni d’infanzia. Oggi riparto per nuove avventure, il tempo è incerto ma in qualche modo ce la farò. Sosta a Matera obbligatoria. Day 10-11: 350 km. Una giornata passata nella quiete della Basilicata. Prendo subito la pioggia nei primi chilometri. Proseguo fino a Moliterno, al confine con la Campania dove mi fermo una notte dalla famiglia di Marta ♥️ Riparto al mattino verso Salerno, passo attraverso Montesano sulla Marcellana, un bellissimo borgo dove prendo un caffe, il primo caffe Campano. Per la prima volta percorro la Salerno Reggio Calabria, gratuita e perfetta. Mi porta in meno di 2 ora a Salerno dove mi aspetta il mio amico chef Antonio che mi fa mangiare di tutto (invano la mia richiesta di rimanere leggero). Dopo 1 ora di abiocco violento post pranzo mi rimetto in sella lungo la Costiera Amalfitana. Mi sarò fermato una quarantina di volte, ad ogni curva un paesaggio spettacolare differente: Maiori, Atrani, Amalfi, Conca dei Marini, Praiano, Positano, Sorrento. Tutte bellissime. Tanto bella la scogliera quanto stancante, sotto il sole in moto è dura. Decido di dormire a Pompei dove incontro Rosa & family, una ex collega di Milano che non vedevo da anni ♥️ Da Pompei è tutto, domani cercherò di salire sul Vesuvio e poi il mio viaggio proseguirà verso nord. Day 12: 260 km. Una giornata vulcanica, in tutti i sensi: parto da Pompei verso il Vesuvio. Passaggio traumatico per Torre Annunziata, per proseguire lungo la cinconvallazione di Napoli piena di rifiuti a bordo strada, in questo istante l’unico pensiero è quello di superare questo tratto di strada, intanto penso: “ma i napoletani, quelli civili, non si lamentano di tutto ciò?” Vabe’ proseguo. Finalmente inizio a salire sul Vesuvio, belle curvette, arrivo a 800mt. Solo le moto possono arrivare fino in cima per cui mi fanno proseguire al primo stop, dunque arrivo a quota 1000mt. Parcheggio 3 euro, biglietto per salire 10 euro, il bigliettaio lento comelammerda. 2h di cammino tra salita e discesa a piedi per il tratto restante. Gran bella vista di Napoli e di tutta la costa. Il cratere si vede benissimo. Tutta la zona è tenuta abbastanza bene, ne è valsa davvero la pena. Dopo pranzo riparto verso Frosinone, scelta a caso per un discorso chilometrico. Scelgo un hotel che puzza di capra, mi doccio ed esco per farmi uno spritz. Qui un aperitivo con spritz costa 4 euro. Me ne faccio 3 per pareggiare il costo di Milano. Poi vedo due amiche che mi portano in giro per la grandissima metropoli. Ci spostiamo ad Alatri per il festival del folclore nel cuore della Ciociaria. Arietta fantastica dormirei qui invece di tornare nell’hotel che sa di capra. Day 13: 570 km. Tanti chilometri e tanta pioggia. Parto da Frosinone dall’hotel a cui lascerò una recensione negativa e parto a bomba verso la Toscana. Nel mentre un caffettino a Roma ci sta tutto. Foto al colosseo e via. Mi rimetto in strada e viene giù il diluvio universale. Tanta pioggia, fulmini e anche un piccolo tornado in lontananza. Trovo riparo insieme ad altri biker sotto un cavalcavia (che di sti tempi non è neanche il posto più sicuro), ho appreso poco dopo della tragedia di Genova. Riparto e arrivo in orario a Viareggio, per fortuna faccio tutto il viaggio con una temperatura piacevole. Incontro qui una mia amica che mi porta a Pisa dove prenoto al volo un albergo. Sono fortunato c’è anche un bellissimo tramonto. Domani mi godo una giornata di relax e farò, tempo permettendo, il mio primo bagno in mare! Day 14: 140 km. Ho aspettato l’ultimo giorno per godermi un po’ di mare! Quasi l’intera giornata! Poi nel pomeriggio al lago di Massaciuccoli (che io chiamo Massachussets) e Oasi Lipu. Torno a Pisa per l’ultima notte di questa lunga zingarata in moto in solitaria. Sono a quota 3135 km. Domani gli ultimi 300 per tornare a Milano. Sono un po’ triste di tornare a casa, la vita da biker mi piace tanto, scoprire posti nuovi, conoscere gente, vivere gli imprevisti del viaggio come i 6 acquazzoni, incontrare amici di vecchia data in giro per l’Italia. Ecco, quando si va in Africa si dice di aver il mal d’Africa quando si ha la nostalgia di ritornarci, io avrò il mal d’Italia. Questa esperienza non la dimenticherò mai. Day 15: 300 km. Il mio viaggio in moto termina qui. 15 giorni, 3340 km, 6 acquazzoni, 500 moscerini spiaccicati su casco e giacca, 1000€ costo totale viaggio, 11 regioni attraversate, 8 luoghi patrimonio dell’Unesco visitati, 18 pieni benzina, xx punti patente persi (lo saprò tra qualche mese), 1 sosta vigili per controllo. Molti mi hanno chiesto con quanto tempo in anticipo ho organizzato il tutto. In linea di massima ho organizzato una bozza di tragitto 2 giorni prima ma solo giorno per giorno ho deciso dove rimanere a dormire e cosa vedere. Ogni città in Italia merita di essere visitata ed in ognuna di essa, in un raggio di 50 km, si cela un piccolo tesoro. Viaggiare in Italia è semplice. E’ bella tutta.

Planimetria percorso e video

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Valle d’Aosta: Trekking fino al Bivacco Pascal (2930m)

Buongiorno da qui, sono a 3000m, in Valle d’Aosta, Testa Liconi, dietro di me il Monte Bianco illuminato dalle prime luci dell’alba. Abbiamo dormito nel Bivacco Pascal, tenuto davvero bene….

Buongiorno da qui, sono a 3000m, in Valle d’Aosta, Testa Liconi, dietro di me il Monte Bianco illuminato dalle prime luci dell’alba. Abbiamo dormito nel Bivacco Pascal, tenuto davvero bene. Panorama mozzafiato da qui!

Buio pesto, poi succede che la vista inizia ad abituarsi all’oscurità ed inizi a scorgere il panorama che hai davanti. Complice la luna, in questo scatto da 30 secondi ISO 800 f/4, si vede molto bene il panorama dal Rifugio Pascal. Questo scatto mi ricorderà i piacevolissimi 3° C che ci sono!

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Weekend in Portogallo: Albufeira, Benagil Cave e Lisbona

Preso in un momento di noia apro il sito di RyanAir e vado sulla sezione trova tariffe, da Milano a Ovunque, trovo un ottimo prezzo per Siviglia (Spagna). Prenoto, Parto….

Preso in un momento di noia apro il sito di RyanAir e vado sulla sezione trova tariffe, da Milano a Ovunque, trovo un ottimo prezzo per Siviglia (Spagna). Prenoto, Parto. Da qui prendo un’auto a noleggio e mi dirigo verso il Portogallo che non ho mai visitato prima d’ora.

Piccola nota sull’auto a noleggio prenotata dal sito di RyanAir: Sul sito mi veniva fuori un prezzo molto basso. Quando sono arrivato in aeroporto mi hanno chiesto se fossi rimasto a Siviglia ed io, ingenuamente, ho informato loro che sarei andato in Portogallo, per cui mi hanno informato che mi avrebbero addebitato anche le spese aeroportuali (…) Quando ho visto il totale (circa il triplo del preventivo) ho pensato che fosse a causa di queste tasse aggiuntive invece solo dopo mi accorgo che mi erano state caricate anche delle spese extra sulla Casco e Casco plus (che non avevo richiesta in fase di prenotazione).

La prima meta è stata Faro, un bellissimo paesino, stile sud Italia, sul mare. Mi colpiscono molto questi teli bianchi in tutte le vie del centro storico che rendono piacevole anche la passeggiata delle 2 del pomeriggio. Riparto verso Albufeira dove ho prenotato il mio primo hotel.

Spiaggia di Albufeira, Portogallo

 

Tramonto su Albufeira vista dalla mia stanza

Albufeira è molto accogliente e la sera molto viva. Tanti locali dove cenare, musica nelle strade, tanti turisti inglesi, olandesi e americani. Al mattino parto verso la Grotta di Benagil dove pagando 15€ fai un tour bellissimo tra le grotte in motoscafo.

Grotta di Benagil, Portogallo

 

Io che rischio di morire passando tra un’onda e l’altra e in velocità sotto una grotta molto bassa. GoPro rimasta accesa per caso, questo è lo scatto epico

 

Grotta di Benagil, Portogallo

Vi consiglio di non prenotare il tour dal vostro hotel, perchè oltre a costare di più, vi porterà via 3 ore perchè la partenza è dal porto più vicino. Se avete l’auto vi consiglio di impostare su Google Maps direttamente Benagil Beach e in spiaggia troverete la biglietteria per le due alternative: tour veloce 30 minuti (15 euro) e tour completo di 2h (20 euro). Ho dovuto fare quello breve per un problema di tempistiche. Comunque anche il tour breve passa da Benagil Cave solo che con quest’ultimo tour non è prevista la sosta nella grotta con il bagno ma si continua spediti per le altre grotte.

Riparto verso Lisbona lungo la costa, cerco di limitare le soste in quanto mi mancano ancora 3h di strada.

Sembra il Golden Gate Bridge di San Francisco ma è il ponte 25 de Abril di Lisbona, costruito dalla stessa impresa che ha costruito il ponte californiano

 

Scale per raggiungere il Christo de Rei, Lisbona

 

Cristo-Rei, Almada, Portogallo – 110 metri
Ispirata alla statua del Cristo Redentore (risalente al 1931) che si trova a Rio de Janeiro, in Brasile, venne fatta costruire dal dittatore portoghese António de Oliveira Salazar e inaugurata il 17 maggio 1959.

 

Tramonto sull’oceano, l’ultimo raggio di sole si vede da qui, ed io l’ho visto.

 

Tramonto sull’oceano, l’ultimo raggio di sole si vede da qui, ed io l’ho visto, Guincho Beach, Guincho, Portogallo

 

Cabo da Roca, il punto più ad ovest d’Europa, tanto vento, tanto freddo.

 

Faro di Cabo da Roca

 

Plaza de España, Siviglia, Spagna

 

Setas de Siviglia, struttura inutile ma figa

 

 

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