DAY 12 – Babbo Natale parla tutte le lingue del mondo

227km (Rovaniemi, Finlandia – Oulu, Finlandia) Che dormita che ho fatto, sono le 8:30 e sono ancora a letto! Oggi voglio proprio prendermela con calma, ieri ho guidato troppo (710km),…

227km (Rovaniemi, Finlandia – Oulu, Finlandia)

Che dormita che ho fatto, sono le 8:30 e sono ancora a letto! Oggi voglio proprio prendermela con calma, ieri ho guidato troppo (710km), mi prendo mezza giornata per il Villaggio di Santa Claus e poi riparto per Oulu, sono appena 200 km a sud. Riprendo tutte le mie cose e carico la moto. E’ una procedura sempre abbastanza lunga, non è come in macchina che butti tutto dietro nel capiente bagagliaio. In moto ogni cosa va al suo posto: borsa del serbatoio con power bank nel taschino con cavo iphone nel suo supporto, il borsone Givi sulla sella del passeggero con le apposite cinghie, nel bauletto pc e borsone e se i vestiti non sono stati piegati bene il bauletto fatica a chiudersi. Dopo tutta la trafila provo ad accendere la moto e parte senza problemi. Ieri mi ha fatto prendere un bello spavento.

Mi dirigo al Villaggio di Santa Claus, la famosissima casa del vero Babbo Natale anche se parto prevenuto immaginando che sarebbe stata una cagata pazzesca. Il 99% dei turisti va a Rovaniemi solo per lui. C’è poca gente, dopo la foto di rito davanti al cartello parcheggio esattamente davanti all’entrata. Si respira fin da subito un’aria abbastanza magica, le casette sono proprio quelle che immaginavamo da bambini.

Non faccio in tempo ad orientarmi che sento le prime voci italiane! Conosco un paio di ragazzi che sono arrivati qui solo tramite autostop da Vincenza, la loro storia è incredibile, zaino, tenda e viveri. Praticamente un viaggio senza spendere nemmeno 1 euro. Che poi pensandoci, non è tanto per non spendere nulla ma per vivere una esperienza diversa da quella della vita di tutti i giorni, lo capisco, è quello che ho voluto fare anch’io con il mio viaggio, vivere disagi ed imprevisti che fanno parte di una grande sfida che regala un sacco di soddisfazione. Tanto rispetto per loro, ci facciamo un selfie per ricordare il nostro incontro.

Non appena li saluto ritrovo il ragazzo di ieri sera che alloggiava nell’appartamento accanto al mio, Alessandro. Ci prendiamo un caffè nel ristorante di Babbo Natale (ogni volta che penso che sono nella città di Babbo Natale mi sembra assurdo e mi viene da ridere). Poi sono andato anche ad urinare nel bagno del ristorante della casa di Babbo Natale. Prendo degli stickers per la mia moto e delle toppe per il mio gilet. Uscendo incontro un’altra coppia di italiani in camper, avevano notato la targa italiana della mia moto. Incredibile come in posti remoti come questi tra italiani ci si saluta e ci si racconta la propria storia, chissà se un Finlandese in Italia saluterebbe un altro Finlandese … secondo me no.

Qui al Villaggio di Santa Claus passa anche la linea del Circolo Polare Artico che avevo superato il 19 agosto a Jokkmokk, oggi l’attraverso nuovamente segnando l’uscita dall’artico. Entro in diversi edifici, uno è il servizio postale di Babbo Natale, un altro è un ristorante con il fuoco al centro della sala dove cucinano.

Bene, è arrivato il momento di conoscere questo signore che si fa chiamare Babbo Natale, così senza fare alcuna coda, entro nella sua stanza e vedo un signorotto panciuto seduto alla sua sedia. Mi stringe la mano e quando sente che mi chiamo Francesco inizia a parlare italiano. Babbo Natale ha una mano enorme, più grossa di quella di Gianni Morandi!

Dopo l’epico incontro con Babbo Natale torno nel mondo reale, vedo che ci sono anche delle renne di Babbo Natale! Si fanno accarezzare e passo un po’ di tempo con loro. La più grande ha 11 anni e la cucciola 6 mesi. Sono bellissime, e pensare che ieri l’ho anche mangiata (buonissima) difatti quando scatto il selfie la rennina si è girata a sfregio.

Tra una balla e l’altra arrivano le 13, mi dirigo quindi alla mensa di Babbo Natale dove c’è un buffet al prezzo di 14,50€. Prendi quello che vuoi, refill compresi, come il nostro aperitivo in pratica. Sono proprio soddisfatto! A pancia piena mi ricordo che devo registrare la catena, questa operazione prevede che io smonti la borsa della sella del passeggero per prendere gli attrezzi. Farò tutto davanti alla casa di Babbo Natale, è più bello qui che farlo da un benzinaio. Così ho smollato il bullone della gomma e ho regolato la tensione della catena che, con il passar dei chilometri, si allenta e fa rumore. Tutto ok, posso ripartire per Oulu, nome che già faccio fatica a scrivere, quando lo pronuncio mi viene da pronunciarlo “Onolulu”. Per me sarà sempre Onolulu.

Strade, alberi, pensiline del bus, renne, ancora alberi. Faccio lo slalom tra le nuvole di pioggia, man mano che ne vedo una all’orizzonte guardo Google Maps se ha strade alternative, ne imbocco una tanto mi dice che il tempo di percorrenza è quasi simile. Dopo un po’ di chilometri questa strada si rivela un vero flop in quanto la stavano riasfaltando! Cioè non è come da noi che grattano l’asfalto in superficie e quindi è facilmente percorribile, loro tolgono proprio tutto il vecchio asfalto, ne deriva che resta la terra molto più grezza, in alcuni tratti era proprio terreno. Inizio a sentire la moto instabile, la ruota davanti affondando non dava la giusta stabilità.

Sapevo che se mi fossi fermato non sarei più ripartito quindi tengo una velocità regolare per tutta la lunghezza dei lavori. Il tratto finisce dopo una decina di chilometri, la mia moto ora è ancora più sporca e la targa non è più leggibile. Faccio lo gnorri e proseguo (ci saranno diversi autovelox più avanti non si sa mai). Una volta arrivato alla mia destinazione spolvero leggermente la targa per evitare rogne con la Polizia che comunque qui in Finlandia, per fortuna, non si è ancora vista.

Oulu è davvero diversa, sembra una normalissima città, ci sono gli esseri umani, anche tanti! Quindi è proprio il fatto di varcare la linea del Circolo Polare che fa ritrovare la civiltà. Mollo la moto e faccio due passi in centro, c’è un gran casino, non sono più abituato a tanta vita. C’è una fiera gastronomica, ogni bancarella è di uno paese diverso con le specialità del posto. Ovviamente trovo anche lo stand italiano che fanno pizza al trancio, non riesco proprio a resistere e i ragazzi dello stand sono anche Italiani. La pizza è buonissima, erano 12 giorni che non ne mangiavo una.

Domani mi aspetta la lunga attraversata fino ad Helsinki (610 km circa), la mia ultima tappa in Finlandia e nel pomeriggio dovrebbe anche piovere quindi cercherò di partire di buonora per prenderne il meno possibile.

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DAY 11 – La prima spintarella

710km (Nordkapp, Norvegia – Rovaniemi, Finlandia) A differenza di ieri che mi trovavo in un dormitorio senza finestre, oggi mi sveglio nel basecamp Nordkapp, luogo in cui albeggia alle 3…

710km (Nordkapp, Norvegia – Rovaniemi, Finlandia)

A differenza di ieri che mi trovavo in un dormitorio senza finestre, oggi mi sveglio nel basecamp Nordkapp, luogo in cui albeggia alle 3 di notte. Quindi credevo fosse già ora della sveglia e invece mi sono dovuto svegliare nel pieno della notte per chiudere le tende. Insomma si passa da un eccesso all’altro.

Questo è il grande giorno in cui devo provare a tornare al Globo di Capo Nord per portare dentro la moto e rifare la foto al completo, ieri il luogo era aperto e mi avrebbero vietato l’ingresso con la moto fino al retro della struttura. Gli orari di Nordkapp sono dalle 11 alle 22, quindi fuori da quell’orario non ci sono controllori. Arrivo su per le 8:30, il basecamp è a soli 9km di distanza. Raggiungo spedito il parcheggio auto e da li prendo la via pedonale in moto per evitare la sbarra chiusa, arrivo diretto sotto il globo e con nonchalance parcheggio e scendo. Vedo un ragazzo tedesco da solo che cercava di farsi un selfie e gli propongo uno scambio foto, così mi fa la mia poi io sposto la moto e la faccio a lui. Mi dice anche lui che non si potrebbe fare ed io gli dico che dopo 5200km non sarei andato via senza questa foto!

Dopo una mezz’oretta riparto con la consapevolezza che ogni metro nella direzione opposta mi avvicina a Milano. Capo Nord era già alle spalle. Sono molto fortunato ad aver trovato il sole anche a Capo Nord, di solito un punto in cui ci sono sempre nubi e nebbia.

Scendo verso Honningsvåg (ultima città dell’Europa del nord), faccio nuovamente un rabbocco di benzina e torno indietro fino a raggiungere la deviazione che mi porterà in Finlandia. La destinazione è Rovaniemi. Sono tanti chilometri ma vorrei arrivare lì perché non c’è praticamente nulla nel mezzo quindi non avrebbe senso perdere un giorno così.

Anche oggi mi attendono 9 ore in moto ma con il sole, o quantomeno senza pioggia, si possono fare tranquillamente. Lungo la strada il paesaggio mi distrae parecchio, mi fermo in continuazione per fotografare le renne lungo la strada e i riflessi spettacolari del mare con le tipiche casette rosse. Arrivo al confine con la Finlandia alle 13:30 da lì inizia la ricerca per un posto dove mangiare ma non è semplice, la parte della Lapponia finlandese è abbastanza wild e c’è poco e niente, motivo per cui in quei rarissimi benzinai mi sono sempre fermato anche quando mi mancava solo una tacca, non voglio rimanere a secco.

La prima cosa che noto entrando in Finlandia sono le strade piene di curvette divertenti e la strada non va mai in piano ma segue le onde delle colline. Alberi, curve, colline e renne. Finalmente trovo un posticino dove posso gustare una zuppa di renna favolosa!!! Fortuna vuole che quando mi fermo inizia a piovere così approfitto per sostare 45 minuti.

Si fanno le 18:00 e con la certezza di voler arrivare a Rovaniemi mi fermo e cerco subito su Booking una sistemazione. Noto un grazioso appartamento a soli 43 euro. Lo prenoto senza pensarci due volte. Riparto. Mentre guido noto che il proprietario mi ha scritto degli SMS circa l’orario del mio arrivo, credevo di arrivare per le 20:00 ma mi accorgo dopo che in Finlandia c’è il fuso orario, quindi arriverò alle 21! Non solo sono in ritardo sulla tabella di marca ma anche l’ora in più! Non ci voleva, pazienza. Per cui mi fermo per rispondergli, spengo ancora una volta la moto ma come al mio solito spesso dimentico di girare la chiave del quadro: in pratica quando sto per fermarmi metto giù il cavalletto e la moto si spegne, ma il quadro e i fari rimangono accesi! Rispondo all’sms, scelgo la playlist di Spotify, pulisco la visiera del casco dai millemila moscerini e provo a riaccendere la moto… singhiozza e non si accende. Panico!! Disastro!!! Non è possibile! Cerco di mantenere la calma e penso… che sarà mai troverò un negozio di batterie, qui nel nulla, impossibile. Poi penso, la moto non ha bisogno della batteria per partire, posso spingerla, con la moto non l’ho mai fatto ma con l’auto si: marcia dentro, frizione tirata e poi rilascio quando la moto è in velocità. Provo a mettere in pratica ma non funziona, ho troppa poca spinta. Per mia fortuna mi sono fermato in un parcheggio del REMA1000, una grossa catena di supermercati. Vedo uscire 3 ragazzi con birre al seguito e chiedo a loro una mano per una spinta. Mi spingono e al primo colpa la moto parte! Li ringrazio e riparto, per fortuna il serbatoio è pieno e mi mancano 150km a Rovaniemi, li farò tutti di botto così da ricaricare la batteria e non avere problemi (in teoria). Imposto su Google Maps la destinazione e mi accorgo che l’iphone non carica, dannazione! Con la pioggia dei giorni scorsi e l’iphone sempre esposto, il cavetto ha iniziato a usurarsi e fa contatto, pulisco, lo giro da un lato, poi dall’altro alla fine riprende a caricare! Dopo questi due avvenimenti credo di aver perso qualche anno di vita: senza iphone non so come raggiungere la destinazione e senza batteria della moto non parto, molto bene.

Arrivo alle 21:10 presso l’appartamento con un ampio parcheggio su ghiaia. No… non posso parcheggiarla qui, se poi non riparte sarà un bel casino spingerla su un suono difficile come questo. Allora resto in strada sempre col motore acceso e tramite SMS cerco di capire qual è il mio appartamento. Mi dice il numero 14 e ci sono già le chiavi sulla porta. Bene. Vedo passare un ragazzo, penso sia il proprietario, ha proprio l’aria di un finlandese, biondo con la barba. Saluto con “ciao” come mio solito e lui mi risponde “ciao, anche io sono Italiano“. Ma pensa te! Era un ragazzo di Milano che alloggiava in uno di quegli appartamenti in affitto breve. Gli dico subito che sto per spegnere la moto e che se non si riaccenderà mi dovrà aiutare in qualche modo. Spengo, riaccendo e parte. Fantastico! La porto dentro fino al mio appartamento, se è partita ora partirà anche domani e se non riparte so dove trovare Alessandro (il ragazzo conosciuto poco fa). Usciamo insieme a mangiare e poi ci salutiamo anche perché sono molto stanco e vorrei riposare un po’ oggi.

Dopo questo avvenimento ho ragionato sul fatto che un viaggio da 10.000 km accelera quelli che sono i problemi e deterioramenti che in realtà si dovrebbero avere in un arco temporale di 6-12 mesi aggravati anche dal fatto che la moto per giorni è stata esposta a tantissima pioggia. Anche la catena ne sta risentendo e le maglie sono abbastanza provate. Io la lubrifico ogni giorno o ogni due ma è conciata male, avrei dovuto pensare di rifare catena, corona e pignone prima di partire. Ho pensato a tutto tranne che alla catena e alla batteria che ho cambiato l’ultima volta 3 anni fa che però non mi ha mai dato problemi, neanche durante l’inverno. Però oggi in effetti ho fatto troppe soste brevi e le varie accensioni l’hanno messa a dura prova. In un viaggio così può succedere.

 

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DAY 10 – La prima giornata di sole e allora Capo Nord!

742km (Kiruna, Svezia – Nordkapp, Norvegia) Credo che non starò più in un dormitorio, ma non avevo molta scelta… prenotando sempre di giorno in giorno verso le 18 quando arrivo…

742km (Kiruna, Svezia – Nordkapp, Norvegia)

Credo che non starò più in un dormitorio, ma non avevo molta scelta… prenotando sempre di giorno in giorno verso le 18 quando arrivo in un luogo mi devo accontentare di quello che trovo, ieri poi con tutti i problemi che ho avuto sono arrivato alle 21 a Kiruna. Quello che dormiva nel letto a castello accanto al mio ha russato tutta notte, fortuna che avevo nella giacca da moto i tappini che uso solitamente nel casco, ho messo quelli ma comunque lo sentivo. Mi sveglio ed è buio, la stanza non ha neanche una finestra, odio svegliarmi con il buio non so mai se è arrivato il mattino o se è ancora notte, così sono costretto a prendere l’iphone e noto che mancano 20 minuti alla sveglia, bene, anticipo e vado via da questa bettola. Quando esco per caricare i bagagli sulla moto noto che non c’è neanche una nuvola. Sono scioccato e non mi va di esultare troppo perché tutte le volte che l’ho fatto ci sono sempre rimasto male.

Parto come previsto per Jukkasjärvi dove si trova l’Ice Hotel più fico della Scandinavia, è a circa 15 minuti. Prima però passo a vedere la sonda spaziale ESA Maxus lanciata nello spazio nel 2013 da Kiruna.

Non mi sembra quasi vero non indossare la tenuta antipioggia, praticamente oggi non sono un power ranger. Arrivo in reception e chiedo di entrare, la ragazza mi dice gentilmente che devo aspettare le 10. Le 10 ??? e cosa mi sono alzato presto a fare? Le dico che ci sono solo io e che comunque anche alle 10 ci sarei solo io perché in questo paese non ci sono esseri umani … niente da fare, niente strappo alla regola.

Così torno a Kiruna per fare benzina e guarda un po’ mi si accende anche la spia dell’olio, in effetti in quasi 5000 km non ho dovuto fare rabbocchi (sono partito con il livello olio al massimo). Così approfitto anche per sistemare il livello e fare un bel pieno ancora in Corone Svedesi che conviene rispetto a quella Norvegese. Tra una cosa e l’altra si fanno le 9:45 mi precipito nuovamente a Jukkasjärvi e, come volevasi dimostrare, alle 10:00 c’ero solo io. Mi da il ticket e mi fa entrare, anzi no, mi dice che l’ingresso è in fondo e che sono autonomo. Quando arrivo all’ingresso mi fanno indossare una tunica tipo Gandalf il grigio e poi ho libero accesso a tutto l’hotel -deserto- completamente di ghiaccio da cima a fondo. Un freddo porco ma avevo pagato il biglietto quindi dovevo visitarlo tutto. Quando inizio a notare le unghie livide e il nasino rosso ho pensato che era meglio proseguire il viaggio e così ho fatto. Comunque stupendo, tutte le stanze una più bella dell’altra! Davvero affascinante.

Da Jukkasjärvi, che lascio alle ore 10:30, non ci sono altre mete per cui vale la pena fermarsi, mi attendono 9 ore di guida e se mi fermo aumentano. Se piove aumentano. Se devo fare la pipì aumentano. Quindi sicuramente aumenteranno.

Completo l’ultima parte della Svezia per finire in Finlandia entrando quindi ufficialmente in Lapponia.

Il paesaggio cambia drasticamente, strade più strette, meno rettilinei, capanne un po’ qua e un po’ la quasi come in America con gli indiani.

Faccio benzina e quasi con stupore noto che in Finlandia c’è l’Euro, mi sono quasi sentito a casa, dopo 10 giorni di viaggio posso usare i contanti! Questo benzinaio è parecchio fornito come un autogrill, c’è anche da mangiare e noto una fantastica piadina arrotolata con scritte incomprensibili. Mi dice che è renna! Wow! non posso non prenderla! Finisce in effetti in pochissimi minuti, forse due. Un caffè annacquato al volo e proseguo il mio lungo viaggio.

La Finlandia finisce abbastanza in fretta, entro in Norvegia. Di tanto in tanto cade l’occhio su Google Maps e mi dice 350km mancanti, poi 290… poi 230 … scorrono come i matti ‘sti chilometri fino ad arrivare alla Norvegia che conoscevo, che ho visto d’inverno nel mio viaggio a Capo Nord del 2012, dove hanno iniziato a scorrere sempre meno per via delle strade che non permettono di andare oltre gli 80 km/h ma non per i limiti imposti ma per limiti fisici di strade strette con scarsa visibilità. Ad un certo punto il paesaggio diventa quasi desertico, sempre meno alberi e strade lunghissime come se fossi in Arizona.

Approfitto per scannare quando vedo un’auto che mi “sfanala”, ho pensato subito “hai capito ‘sti norvegesi… avvisano anche loro quando ci sono le pattuglie di blocco”, invece mi segnala che poco più in là c’è una renna per strada! Assurdo quanto è grossa, tiro subito fuori la Gopro per riprenderla mentre cerca di non farmi passare! Che tenere che sono, e pensare che poche ore fa l’ho mangiata nella piadina.

I chilometri sono infiniti per fortuna ho davanti a me paesaggi sempre più belli. Più mi avvicino a Capo Nord e tutto diverta più fantastico. Entro nel primo tunner di Nordkapp, lunghissimo e abbastanza lugubre perché scende sottoterra in picchiata e quindi sotto il mare per poi risalire. Sento le goccioline che scendono dalle rocce e spero che non si rompa tutto proprio adesso.

Al secondo tunnel per Honningsvåg sono praticamente arrivato (nella mia mente) invece leggo che mancano ancora 70km, infiniti. Appena arrivo a Honningsvåg (ultima città dell’Europa del nord) approfitto per fare benzina, avevo solo una tacca ma durante tutto il tragitto non avevo più incrociato benzinai, di solito la faccio sempre senza scendere sotto la metà del serbatoio. Poi da li gli ultimi 33km pieni di curve, crepacci, salite, vento a raffica. Ci sono, ci sono quasi, stringo i denti e rompo il vento. Sono in cima.

Ce l’ho fatta! Termino il viaggio di andata con una percorrenza complessiva di 5144 km. Tantissima soddisfazione per non aver rinunciato e ringrazio il cielo di avermi graziato almeno oggi con questa giornata di sole che mi ha permesso di percorrere 742 km!

Pernottamento: 70€
Pieni benzina: 5
Costo carburante: 95,44€

 

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Da Milano a Capo Nord in 10 giorni in moto in solitaria

Perché Capo Nord Ho sempre voluto pormi delle mete di viaggio, mi conosco, se ho degli obiettivi mi metto in gioco. Inizialmente pensavo di andare in Irlanda, ma poi mi…

Perché Capo Nord

Ho sempre voluto pormi delle mete di viaggio, mi conosco, se ho degli obiettivi mi metto in gioco. Inizialmente pensavo di andare in Irlanda, ma poi mi son detto: “che sbatti 3 traghetti più la Manica” e alla fine a pochissimi giorni dalla partenza ho dirottato sulla meta più ambita dai motociclisti: Nordkapp: il punto più a nord d’Europa raggiungibile via terra. Ci sono già stato in occasione di un viaggio d’inverno nel 2012 e sapevo che il paesaggio meritava tantissimo, poterla rivivere in moto sarebbe stato emozionante oltre al fatto che andare a Capo Nord con un volo diretto per Tromso è diverso che arrivarci con le proprie forze da Milano e sopratutto in solitaria.

L’itinerario (Andata 5144 km – Ritorno 4509 km)

Preparativi

I preparativi sulla moto sono stati sia quelli classici del tagliando (olio e filtro) sia straordinari come i 2 dischi anteriori Breking Wave, pastiglie Brembo e pneumatici nuovi. Ho rimontato le Michelin Road 5 con cui mi sono trovato bene avendo percorso 15 mila km, si sono sempre comportate bene anche sul bagnato. Ho ricomprato le staffe Givi per rimontare il bauletto ed ho fatto un paio di acquisti su Amazon: Pompa elettrica per la pressione delle gomme e sella fresh della Tucano.
Sinceramente non mi sono preparato altro. Non ho prenotato alcun posto per dormire, di solito prenoto quando sono stanco e voglio fermarmi, per queste prenotazioni uso sempre Booking. Ho guardato più volte la strada su Google Maps ed ho pensato per l’occasione del grande viaggio di allungare per l’Olanda per andare a trovare mia sorella Raffaella & family. Questo scherzetto mi è costato circa 500 km in più ma li ho fatti col cuore e mi ha fatto davvero bene rivederli. Per l’abbigliamento sono partito con giacca estiva con antivento ma sapendo che nella penisola scandinava le temperature sarebbero state inferiori ai 15°C, ho messo in borsa anche una maglia termica e un pile. In più rigorosamente la tuta antipioggia completa anche di copriscarpe. Oltre al bauletto ho montato la borsa Givi 40l sulla sella del passeggero, è comodissima ed è anche completamente antipioggia. In questa ho messo i viveri per la sopravvivenza (pasta, sale, cibi in scatola, barrette di cioccolato) + antipioggia + cavi e cavetti vari. Nel bauletto invece una borsa con tutti i vestiti e il pc portatile che mi serve per ogni evenienza (scaricare SD, guardare l’itinerario e aggiornare il mio excel di viaggio).

Viaggio di andata

DAY 1 – La partenza da Piazza Duomo a Milano
DAY 2 – Nürburgring: il circuito più famoso di Germania
DAY 3 – I primi imprevisti
DAY 4 – Il primo traghetto
DAY 5 – Supero il ponte che mi porta in Svezia
DAY 6 – La Norvegia è il primo stato a disattivare le frequenze FM!
DAY 7 – Il giorno della scelta tra Svezia e Norvegia
DAY 8 – Incontro i primi italiani sulla strada
DAY 9 – Le condizioni meteo stanno cercando a tutti i costi di farmi mollare
DAY 10 – La prima giornata di sole e allora Capo Nord!

Viaggio in ritorno

DAY 11 – La prima spintarella
DAY 12 – Babbo Natale parla tutte le lingue del mondo
DAY 13 – Non posso arrivare a Helsinki così!
DAY 14 – E se servisse il passaporto?
DAY 15 – Nella guesthouse degli orrori, verrò ucciso nel sonno
DAY 16 – Provo ad entrare in Russia, senza passaporto
DAY 17 – “Your withdrawal limit is exceeded” Senza soldi non vado da nessuna parte
DAY 18 – Lo sprint finale

Statistiche di viaggio

Km percorsi in totale: 9653 km
Pernottamenti: 718 €
Carburante: 1150 €
Numero di volte che sono stato dal benzinaio: 60
Totale pedaggi/traghetti: 217 €
Pasti: 313 €
Multe: (non si sa ancora)
Imprevisti/altro: 250 €
Costo totale del viaggio: 2650 € (andata 1802 €, ritorno 847 €)
Costi per preparazione moto: 760€

Il documentario

 

 

 

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DAY 9 – Le condizioni meteo stanno cercando a tutti i costi di farmi mollare

393km (Lulea, Svezia – Kiruna, Svezia) Questa mattina vengo svegliato dalla pioggia battente sul tetto del bungalow, forte come fosse una pioggia tropicale. Speravo fosse notte fonda invece da li…

393km (Lulea, Svezia – Kiruna, Svezia)

Questa mattina vengo svegliato dalla pioggia battente sul tetto del bungalow, forte come fosse una pioggia tropicale. Speravo fosse notte fonda invece da li a poco suona la mia sveglia delle 7:00. Mi alzo, scendo dal letto a castello e guardo fuori, piove davvero tanto. Devo lasciare il bungalow entro le 11:00, quindi ho 4 ore nell’attesa almeno che diminuisca un pochettino. Per oggi ho grandi programmi, il Villaggio di Gammelstad, oggi patrimonio dell’UNESCO, poi il punto in cui inizia il Circolo Polare Artico a Jokkmokk e infine Kiruna con l’Hotel di ghiaccio di Jukkasjärvi. Quindi incrocio anche le dita dei piedi e inizio a preparare la roba pronto per uscire non appena il tempo accenna a migliorare.

Dopo aver pulito il cottage come da istruzioni dettagliate del camping svedese mi vesto come al solito da power ranger e carico la moto. Questa volta ho pensato bene di mettere anche dei sacchetti di plastica delle scarpe in modo tale che se l’antipioggia cedesse l’acqua non mi avremmo bagnato i piedi. Vado subito al Villaggio di Gammelstad a pochi chilometri, davvero molto suggestivo, chissà con la neve quanto dev’essere bello, con la pioggia un po’ meno. Ero solo io, la pioggia evidentemente allontana turisti e autoctoni.

Dopo qualche foto prendo la 97 per Jokkmokk. Ogni chilometro che passa sento sempre più freddo, l’acqua inizia a penetrare nei guanti Tucano, li vendono col simbolino delle gocce ma se piove molto si inzuppano, aimè errore mio. Il brivido dei polsi scende verso le gambe, sta cedendo anche il pantalone, anche quest’ultimo della Tucano. Credo che non comprerò più robe Tucano. L’umidità quando trova una vulnerabilità inizia a farsi strada, ed ogni chilometro che faccio in più mi fa sentire sempre più bagnato.

Il livello di benzina cala e davanti a me solo alberi, Jokkmokk è a soli 170 km, dovrei farcela anche con la riserva ma non si sa mai, cerco sempre di fare benzina quando sotto a 3 tacche (metà serbatoio). Scendo a 2 tacche e vedo un distributore come se fosse acqua nel deserto. Entro nell’area di parcheggio e mi sembra effettivamente un po’ abbandonata. Ecco … quello che avevo davanti ai miei occhi è la foto che posto qui sotto:

Pazienza, andrò avanti. Percorro altri 30 km, credo di essere tutto bagnato, inizio ad avere molto freddo ed oltre alla preoccupazione della benzina pensavo anche a come trovare una soluzione in fretta. Potevo decidere di fermarmi per strada e cambiarmi i vestiti bagnati ma mi sarei bagnato, o trovare un benzinaio con la copertura e prendere due piccioni con una fava. Il problema è che se l’antipioggia ha un problema lo avrò anche dopo che mi sarò cambiato. Intanto scorrono i chilometri e i centinaia di alberi ai miei lati alternati da cartelli che segnalano la presenza di renne nei paraggi.

All’altezza di Bredaker finalmente un distributore automatico, sento la moto abbastanza felice di bere la sua dose di benzina giornaliera. Decido di non cambiarmi qui, non mi piace la zona. Proseguo ma diventa sempre peggio e insostenibile. Al primo cartello di hotel svolto a destra e seguo per Vuollerim. La strada mi porta ad un piccolo Hotel bianco, scendo dalla moto pensando a ciò che potrei dire una volta arrivato in reception. Entro e singhiozzando chiedo “a room for few hours“. Mi chiede come mai, le dico che avrei bisogno di cambiarmi e farmi una doccia calda poi potrò andare via. Capisce che sono in difficoltà e mi fa un prezzo abbastanza basso (30€) e mi chiede se ho bisogno di mangiare o qualsiasi altra cosa, così chiedo se hanno l’asciugatrice per asciugare in fretta tutti i miei vestiti, compreso la giacca Dainese che era subito sotto lo strato dell’antipioggia.

Una volta in camera riesco a rilassarmi un attimo e riprendere la dignità persa chiedendo una stanza per cambiarmi dei vestiti bagnati. Faccio la doccia e scendo. Trovo sul tavolo uno dei piatti tipici svedesi, le meatballs con la marmellata, praticamente quelle che danno in mensa all’ikea ma buone 100 volte di più. Finisco di mangiare e vado in camera guardando ogni meteo possibile e immaginabile.

Controllo il radar pioggia e il meteo dell’aviazione. Tutti indicano parecchie nubi su tutto il nord della Scandinavia. Mi trovo a soli 27 km dal Circolo Polare Artico e 824 da Capo Nord. Senza una tuta antipioggia adeguata non posso né continuare il mio viaggio né tornare indietro. Il meteo non da pioggia per domani qui e a Kiruna. La scelta migliore sarebbe quella di proseguire domani e sulla strada al primo benzinaio trovare il necessario per proseguire.

Mentre scrivo questo articolo alzo lo sguardo e vedo che il tempo inizia a migliorare, mi precipito nella sala lavanderia dell’hotel dove avevo lasciato la mia roba bagnata nell’asciugatrice e carico la moto per partire per l’Artic Circle Line che è a pochi chilometri. Man mano che guido vedo il cielo aprirsi, è bellissimo vedere il colore verde degli alberi accendersi, non vedevo i colori e la luce da diversi giorni. I cartelli sono abbastanza chiari e vedo subito la segnalazione per la linea del Circolo Polare, entro nell’area designata ed è praticamente deserta, ho quindi tutto il tempo per posizionare la moto sotto il cartello e fare qualche scatto. Sono molto felice di essere arrivato qui dopo 4208 km.

Prenoto un dormitorio a Kiruna e mi sparo le ultimi 2 ore della giornata. Mancano 686km a Capo Nord.

Pernottamento: 66€
Pieni benzina: 2
Costo carburante: 19,75€

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DAY 8 – Incontro i primi Italiani sulla strada

534km (Sundsvall, Svezia – Lulea, Svezia) La prima cosa che faccio dopo aver sentito la sveglia è guardare con stupore dalla finestra della mia stanza del Sidsjö Hotell che c’è…

534km (Sundsvall, Svezia – Lulea, Svezia)

La prima cosa che faccio dopo aver sentito la sveglia è guardare con stupore dalla finestra della mia stanza del Sidsjö Hotell che c’è il sole!! Non ci posso credere, forse oggi potrò viaggiare senza antipioggia. Metto solo la parte sotto, quindi niente sovrascarpe e niente giacca. È veramente piacevole sentire un po’ di brezza mattutina baciati dal sole. Ecco, il tutto è durato circa 15 minuti, poi mi sono fermato ed ho rimesso tutta l’armatura, inizia a piovere… e anche forte. Percorro tutto il tratto da Sundsvall a Umea sotto pioggia battente tanto da inzupparmi i guanti e l’antipioggia. Tanti alberi, ancora alberi, un’infinità di alberi, ora capisco da dove arriva tutto il legno dell’ikea.

Ho freddo, mi fermo e mi cambio. Arrivo a sei strati: canottiera, maglia termica, maglietta, pile, giacca moto, antivento. Ora si sta decisamente meglio.

Proseguo spedito e ad un certo punto ho come una visione, vedo 2 moto parcheggiate in area di sosta le cui targhe italiane. Faccio inversione e mi precipito da loro, in 3850 km erano i primi italiani che incrociavo. Entro nella mensa dove avevano da poco finito di mangiare e li saluto. Anche loro sono contenti di conoscermi, quando si è molto lontani da casa è come se fossimo tutti fratelli, in Italia non li avrei salutati. Mi serviva davvero parlare con qualcuno dopo 300 km sotto la pioggia e il morale a terra. Così prendo un caffè con loro e mi raccontano che stanno tornando in Toscana e sono già stati  Capo Nord 2 giorni fa. Mi dicono di aver trovato un sacco di nebbia, per cui penso che a me potrebbe solo andare meglio.

Uno dei due, Enzo, è un meccanico per cui approfitto per chiedergli una mano per registrare la mia catena che dove molti chilometri era un po’ lenta. Sono stato molto felice di passare un’oretta con loro, mi ha dato la carica per proseguire. Ci rimettiamo in marcia in direzioni diverse ed arrivo a Lulea come previsto alle 18:20. Cerco una sistemazione, vedo sulla mappa che ci sono ben 3 camping. Prendo una cabin presso il First Camp Arcus, molto carino e poi il fatto di parcheggiare la moto accanto alla casetta è una figata assurda. Mancano 830km a Capo Nord.

Pernottamento: 74€
Pieni benzina: 3
Costo carburante: 41€

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