Author: Francesco Langiulli

DAY 9 – Le condizioni meteo stanno cercando a tutti i costi di farmi mollare

393km (Lulea, Svezia – Kiruna, Svezia) Questa mattina vengo svegliato dalla pioggia battente sul tetto del bungalow, forte come fosse una pioggia tropicale. Speravo fosse notte fonda invece da li…

393km (Lulea, Svezia – Kiruna, Svezia)

Questa mattina vengo svegliato dalla pioggia battente sul tetto del bungalow, forte come fosse una pioggia tropicale. Speravo fosse notte fonda invece da li a poco suona la mia sveglia delle 7:00. Mi alzo, scendo dal letto a castello e guardo fuori, piove davvero tanto. Devo lasciare il bungalow entro le 11:00, quindi ho 4 ore nell’attesa almeno che diminuisca un pochettino. Per oggi ho grandi programmi, il Villaggio di Gammelstad, oggi patrimonio dell’UNESCO, poi il punto in cui inizia il Circolo Polare Artico a Jokkmokk e infine Kiruna con l’Hotel di ghiaccio di Jukkasjärvi. Quindi incrocio anche le dita dei piedi e inizio a preparare la roba pronto per uscire non appena il tempo accenna a migliorare.

Dopo aver pulito il cottage come da istruzioni dettagliate del camping svedese mi vesto come al solito da power ranger e carico la moto. Questa volta ho pensato bene di mettere anche dei sacchetti di plastica delle scarpe in modo tale che se l’antipioggia cedesse l’acqua non mi avremmo bagnato i piedi. Vado subito al Villaggio di Gammelstad a pochi chilometri, davvero molto suggestivo, chissà con la neve quanto dev’essere bello, con la pioggia un po’ meno. Ero solo io, la pioggia evidentemente allontana turisti e autoctoni.

Dopo qualche foto prendo la 97 per Jokkmokk. Ogni chilometro che passa sento sempre più freddo, l’acqua inizia a penetrare nei guanti Tucano, li vendono col simbolino delle gocce ma se piove molto si inzuppano, aimè errore mio. Il brivido dei polsi scende verso le gambe, sta cedendo anche il pantalone, anche quest’ultimo della Tucano. Credo che non comprerò più robe Tucano. L’umidità quando trova una vulnerabilità inizia a farsi strada, ed ogni chilometro che faccio in più mi fa sentire sempre più bagnato.

Il livello di benzina cala e davanti a me solo alberi, Jokkmokk è a soli 170 km, dovrei farcela anche con la riserva ma non si sa mai, cerco sempre di fare benzina quando sotto a 3 tacche (metà serbatoio). Scendo a 2 tacche e vedo un distributore come se fosse acqua nel deserto. Entro nell’area di parcheggio e mi sembra effettivamente un po’ abbandonata. Ecco … quello che avevo davanti ai miei occhi è la foto che posto qui sotto:

Pazienza, andrò avanti. Percorro altri 30 km, credo di essere tutto bagnato, inizio ad avere molto freddo ed oltre alla preoccupazione della benzina pensavo anche a come trovare una soluzione in fretta. Potevo decidere di fermarmi per strada e cambiarmi i vestiti bagnati ma mi sarei bagnato, o trovare un benzinaio con la copertura e prendere due piccioni con una fava. Il problema è che se l’antipioggia ha un problema lo avrò anche dopo che mi sarò cambiato. Intanto scorrono i chilometri e i centinaia di alberi ai miei lati alternati da cartelli che segnalano la presenza di renne nei paraggi.

All’altezza di Bredaker finalmente un distributore automatico, sento la moto abbastanza felice di bere la sua dose di benzina giornaliera. Decido di non cambiarmi qui, non mi piace la zona. Proseguo ma diventa sempre peggio e insostenibile. Al primo cartello di hotel svolto a destra e seguo per Vuollerim. La strada mi porta ad un piccolo Hotel bianco, scendo dalla moto pensando a ciò che potrei dire una volta arrivato in reception. Entro e singhiozzando chiedo “a room for few hours“. Mi chiede come mai, le dico che avrei bisogno di cambiarmi e farmi una doccia calda poi potrò andare via. Capisce che sono in difficoltà e mi fa un prezzo abbastanza basso (30€) e mi chiede se ho bisogno di mangiare o qualsiasi altra cosa, così chiedo se hanno l’asciugatrice per asciugare in fretta tutti i miei vestiti, compreso la giacca Dainese che era subito sotto lo strato dell’antipioggia.

Una volta in camera riesco a rilassarmi un attimo e riprendere la dignità persa chiedendo una stanza per cambiarmi dei vestiti bagnati. Faccio la doccia e scendo. Trovo sul tavolo uno dei piatti tipici svedesi, le meatballs con la marmellata, praticamente quelle che danno in mensa all’ikea ma buone 100 volte di più. Finisco di mangiare e vado in camera guardando ogni meteo possibile e immaginabile.

Controllo il radar pioggia e il meteo dell’aviazione. Tutti indicano parecchie nubi su tutto il nord della Scandinavia. Mi trovo a soli 27 km dal Circolo Polare Artico e 824 da Capo Nord. Senza una tuta antipioggia adeguata non posso né continuare il mio viaggio né tornare indietro. Il meteo non da pioggia per domani qui e a Kiruna. La scelta migliore sarebbe quella di proseguire domani e sulla strada al primo benzinaio trovare il necessario per proseguire.

Mentre scrivo questo articolo alzo lo sguardo e vedo che il tempo inizia a migliorare, mi precipito nella sala lavanderia dell’hotel dove avevo lasciato la mia roba bagnata nell’asciugatrice e carico la moto per partire per l’Artic Circle Line che è a pochi chilometri. Man mano che guido vedo il cielo aprirsi, è bellissimo vedere il colore verde degli alberi accendersi, non vedevo i colori e la luce da diversi giorni. I cartelli sono abbastanza chiari e vedo subito la segnalazione per la linea del Circolo Polare, entro nell’area designata ed è praticamente deserta, ho quindi tutto il tempo per posizionare la moto sotto il cartello e fare qualche scatto. Sono molto felice di essere arrivato qui dopo 4208 km.

Prenoto un dormitorio a Kiruna e mi sparo le ultimi 2 ore della giornata. Mancano 686km a Capo Nord.

Pernottamento: 66€
Pieni benzina: 2
Costo carburante: 19,75€

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DAY 8 – Incontro i primi Italiani sulla strada

534km (Sundsvall, Svezia – Lulea, Svezia) La prima cosa che faccio dopo aver sentito la sveglia è guardare con stupore dalla finestra della mia stanza del Sidsjö Hotell che c’è…

534km (Sundsvall, Svezia – Lulea, Svezia)

La prima cosa che faccio dopo aver sentito la sveglia è guardare con stupore dalla finestra della mia stanza del Sidsjö Hotell che c’è il sole!! Non ci posso credere, forse oggi potrò viaggiare senza antipioggia. Metto solo la parte sotto, quindi niente sovrascarpe e niente giacca. È veramente piacevole sentire un po’ di brezza mattutina baciati dal sole. Ecco, il tutto è durato circa 15 minuti, poi mi sono fermato ed ho rimesso tutta l’armatura, inizia a piovere… e anche forte. Percorro tutto il tratto da Sundsvall a Umea sotto pioggia battente tanto da inzupparmi i guanti e l’antipioggia. Tanti alberi, ancora alberi, un’infinità di alberi, ora capisco da dove arriva tutto il legno dell’ikea.

Ho freddo, mi fermo e mi cambio. Arrivo a sei strati: canottiera, maglia termica, maglietta, pile, giacca moto, antivento. Ora si sta decisamente meglio.

Proseguo spedito e ad un certo punto ho come una visione, vedo 2 moto parcheggiate in area di sosta le cui targhe italiane. Faccio inversione e mi precipito da loro, in 3850 km erano i primi italiani che incrociavo. Entro nella mensa dove avevano da poco finito di mangiare e li saluto. Anche loro sono contenti di conoscermi, quando si è molto lontani da casa è come se fossimo tutti fratelli, in Italia non li avrei salutati. Mi serviva davvero parlare con qualcuno dopo 300 km sotto la pioggia e il morale a terra. Così prendo un caffè con loro e mi raccontano che stanno tornando in Toscana e sono già stati  Capo Nord 2 giorni fa. Mi dicono di aver trovato un sacco di nebbia, per cui penso che a me potrebbe solo andare meglio.

Uno dei due, Enzo, è un meccanico per cui approfitto per chiedergli una mano per registrare la mia catena che dove molti chilometri era un po’ lenta. Sono stato molto felice di passare un’oretta con loro, mi ha dato la carica per proseguire. Ci rimettiamo in marcia in direzioni diverse ed arrivo a Lulea come previsto alle 18:20. Cerco una sistemazione, vedo sulla mappa che ci sono ben 3 camping. Prendo una cabin presso il First Camp Arcus, molto carino e poi il fatto di parcheggiare la moto accanto alla casetta è una figata assurda. Mancano 830km a Capo Nord.

Pernottamento: 74€
Pieni benzina: 3
Costo carburante: 41€

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DAY 7 – Il giorno della scelta tra Svezia e Norvegia

531km (Biri, Norvegia – Sundsvall, Svezia) Oggi è il giorno in cui ho la responsabilità della decisione presa e metterla quindi in pratica. Torno al bivio con la E6 per…

531km (Biri, Norvegia – Sundsvall, Svezia)

Oggi è il giorno in cui ho la responsabilità della decisione presa e metterla quindi in pratica. Torno al bivio con la E6 per riprendere la strada verso la Svezia. Ovviamente piove. Metto da subito tutti i vari strati perché so che farà freddo nel tratto di strada che farò poiché la strada sale fino al confine su alcune alture (non so esattamente a che quota sono arrivato). C’è di buono che saluto i lavori in corso delle strade norvegesi e mi godo la bellezza delle strade svedesi tra le foreste. L’asfalto è davvero perfetto oltre al fatto che è drenate quindi anche se piove sembra praticamente asciutto. I limiti sono di 100km/h, meglio della Norvegia. Pochissime auto, molte delle quali sono Tesla e Volvo, e qualche autovelox che Google Maps comunque segnalava. La strada alterna bene rettilinei con curvette veloci.

La vegetazione è abbastanza omogenea ma ogni tanto qualche laghetto spezza la monotonia della foresta. Cerco di fare benzina ogni qual volta vedo un benzinaio, anche se ho ancora 3 tacche (metà serbatoio), non si sa mai, manca solo che resto a secco sotto la pioggia.

Mi fermo a Sarna per il pranzo a sacco e riparto infreddolito, probabilmente l’antipioggia inizia a cedere tutta l’acqua presa.

Arrivo come avevo previsto alle 18:20 a Sundsvall dove trovo un hotel con cucina. Da qui inizia il vero countdown, mi mancano 1350km a Capo Nord.

 

 

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DAY 6 – La Norvegia è il primo stato a disattivare le frequenze FM!

434km (Goteborg, Svezia – Biri, Norvegia) È un giorno importante quello di oggi: questa mattina si passa il confine tra la Svezia e la Norvegia, questo mi fa sentire già…

434km (Goteborg, Svezia – Biri, Norvegia)

È un giorno importante quello di oggi: questa mattina si passa il confine tra la Svezia e la Norvegia, questo mi fa sentire già più vicino a Capo Nord – anche se sono consapevole di essere solo a metà strada. Dopo una ricca colazione in hotel parto per la Norvegia. Segno sulla mappa esattamente il confine in modo tale da regolarmi per le soste. Vorrei fare l’ultimo pieno con il prezzo del carburante Svedese 1.41€/l contro 1.75€/l norvegese e poi soprattutto fare un po’ di spesa. Mi fermo al Nordby Shopping Center, un grosso supermercato a soli 8 km dalla Norvegia. Difatti qui vedo un sacco di auto targate Norway che vengono qui a fare shopping con i prezzi svedesi. Io prendo del pane, affettati, banane e birre. Le birre in lattina in Norvegia sono davvero care, circa 3 euro a birra. Nel discount in Svezia con 6 euro ne ho prese 12. Carico tutto nella borsa Givi e penso a quanto mi sia venuto comodo montare il bauletto per avere una borsa in più da poter utilizzare. Pranzo al volo da SubWay e varco il confine con la Norvegia. La strada inizia a farsi davvero monotona oltre al fatto che per dei lavori in corso la strada è anche parecchio trafficata. Svanisce presto l’entusiasmo di essere arrivato in Norvegia. C’è di buono che non sta piovendo anche se io ormai ho l’antipioggia addosso tutto il tempo.

Noto una cosa… che nel casco non sento più la musica, penso sia un problema del mio Midland. Mi fermo, controllo… cerco su internet se le radio in Norvegia viaggiassero su frequenze AM e non FM ma leggo una notizia sconcertante: “La Norvegia è la prima nazione a dire addio alla radio FM”. Poi si stupiscono del fatto che c’è un alto tasso di suicidi… mah. Così, per non correre il rischio di voler ammazzarmi anch’io, collego l’iphone in bluetooth con l’interfono e tramite Spotify mi sparo una playlist italiana di vari successi anni 90 così da sentirmi un po’ a casa. Mi sale un po’ di nostalgia, sono solo in mezzo al nulla e mi mancano ancora moltissimi km. Arrivato a destinazione sento anche la mia famiglia che non mi riempie di parole proprio incoraggianti… quindi mi sento ancora peggio. Ho bisogno di tornare un po’ su di morale. Devo arrivare a Capo Nord nel più breve tempo possibile, ho bisogno di salire su quel mappamondo in cima all’Europa per dire che ce l’ho fatta. Poi con calma penserò al rientro ma ho bisogno di affrettare l’andata. Così mi riguardo la cartina e vedo che Google Maps consiglia come strada più veloce la Svezia indicando 1886 Km (23h e 20min di guida). Se volessi fare la Norvegia come pianificato i chilometri diventerebbero 1976 con 28h di guida (5 in più). Ma se percorressi tutta la Norvegia a questo punto non potrei perdermi l’Atlantic Road che è stupenda! Aggiungendo la famosa Strada Atlantica i chilometri diventerebbero 2.224 con 32h di guida (altre 4 in più). Sono davvero combattuto perché ogni ora di guida in moto non è come in auto. 9 ore in più significano almeno una notte di sosta in più e non ho tutto quel tempo. Contando che la Norvegia l’ho già girata in auto in 4 occasioni diverse ho deciso che mi rimetterò sulla strada più veloce per raggiungere Capo Nord, quindi domani si torna in Svezia. Diluirò questi 1886 km in massimo 4 tappe così da essere a Nordkapp Martedì 20 agosto e iniziare quindi la discesa il 21 per essere a Milano massimo il 29.

 

 

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DAY 5 – Supero il ponte che mi porta in Svezia

530km (Nakskov, Danimarca – Goteborg, Svezia) Ringrazio il me stesso di 3 giorni prima per aver acquistato gli Stroppwafel in Olanda, quindi faccio una bella colazione con 3 di questi…

530km (Nakskov, Danimarca – Goteborg, Svezia)

Ringrazio il me stesso di 3 giorni prima per aver acquistato gli Stroppwafel in Olanda, quindi faccio una bella colazione con 3 di questi poi scendo a farmi un caffè americano. Carico tutto in moto, piove e mi metto l’antipioggia. Prendo la strada verso Goteborg. Le strade in Svezia sono perfette e anche abbastanza larghe, 2 corsie per senso di marcia. Peccato però che ci sono dei limiti a differenza della Germania. Vedo che comunque non li rispetta nessuno così ho seguito le auto. Sulla strada mi fermo a visitare le Stevns Klint, un’imponente scogliera di origine calcarea lunga 15km. Il calcare di cui sono formate è stato generato da fossili e resti biologici e questo consente di osservare la stratificazione di millenni. È infatti uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile vedere lo strato delle ceneri del meteorite che ha causato l’estinzione dei dinosauri, sembra fantascienza ma si vede davvero. Ritorno sulla mia strada per fare una seconda sosta dentro Copenaghen dove mangio un toast davanti alla statua della Sirenetta. Da lì in 10 minuti approfitto per fare un giro anche al Palazzo di Amelienborg (Residenza invernale della regina). Per pura coincidenza arrivo proprio durante il cambio della guardia. Guardo però l’orologio e dopo quale foto e storia su instagram mi rimetto in sella, passo davanti al Tivoli e mi fiondo a in Svezia. Percorro il lunghissimo ponte sul mare che collega la Danimarca alla Svezia (Ponte di Oresund) lungo ben 15900 m, prova tangibile che è possibile costruire un ponte così lungo su uno stretto… e pensate che è stato tirato su 24 anni fa. Sul ponte c’è un vento incredibile, provo ad accucciarmi sulla moto, sento che mi sposta da destra a sinistra. In direzione di ogni tirante sento il vento che cessa, forse sarebbero bastare delle paratine, ma non sono un ingegnere edile per cui non metto becco. Alla fine nel ponte vedo un casello dove fanno pagare il transito del ponte che per le moto costa 32€.  Da lì a Goteborg sono ancora 2 ore e mezzo. Mi affretto per arrivare intorno alle 18 così da avere il tempo per fare un giro nella città, cercare un hotel e mangiare qualcosa.  La cosa davvero strana è che non incrocio nessun biker italiano, non sarò l’unico a fare Milano-Nordkapp oppure tutti gli altri fanno strade diverse? Boh!

Le scogliere secolari di Stevns Klint

 

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DAY 4 – Il primo traghetto

741km (Den Haag, Olanda – Nakskov, Danimarca) Saluto tutti con dispiacere e parto sotto ovviamente una leggera pioggerellina. Esco dall’Olanda per rientrare in Germania, transito obbligatorio per raggiungere la Danimarca….

741km (Den Haag, Olanda – Nakskov, Danimarca)

Saluto tutti con dispiacere e parto sotto ovviamente una leggera pioggerellina. Esco dall’Olanda per rientrare in Germania, transito obbligatorio per raggiungere la Danimarca. Finalmente torno su strade senza limiti quindi ci do dentro. Faccio sosta ad Amburgo per un giro veloce nel centro storico. Ogni volta che mi fermo aggancio il casco tramite la chiusura del bauletto e porto con me solo la borsa da serbatoio. Però non sono mai tranquillo a lasciare la borsa Givi sulla sella, ma dopotutto portarmela dietro sarebbe troppo scomodo. Riparto verso Copenaghen. Sulla strada mi accorgo che questo dannato accendisigari non va ancora, mi fermo a sostituire il fusibile ma questa volta non c’è storia. Credo proprio che sia l’ossidazione che si è creata con l’acquazzone dell’altro ieri. Ho pensato dunque al piano B, ovvero quello di cercare un powerbank abbastanza potente da permettermi di tenere l’iphone sempre in carica. Qui il primo bivio, se scegliere di andare verso nord e prendere il traghetto dalla Danimarca alla Norvegia o se prendere il traghetto da Puttgarden per poi percorrere il bellissimo Ponte di Oresund che collega la Danimarca alla Svezia. Scelgo la seconda e mi dirigo a Puttgarden, ultima città tedesca. Il traghetto c’è ogni 30 minuti e per le moto costa 59€. Non è molto calcolando che mi fa risparmiare parecchi km. La tratta dista 45 minuti di navigazione. Fortuna vuole che sul traghetto trovo parecchi negozi e dutyfree, in uno di quelli mi si presenta davanti all’ingresso un powerbank da 9000 mAh. Perfetto! Lo prendo per 50 euro. Soldi ben spesi, almeno sono sicuro che il viaggio può continuare. Scendo dal traghetto dove ho legato in autonomia la moto con le cinghie in dotazione, stranamente il servizio dei traghetti Danese non danno assistenza in questo. Entro nella prima penisoletta danese. Si riconosce la Danimarca dalle prime caselle in stile Lego. Sono stanco, apro Booking e cerco un posto in ordine di prezzo, tanto ci devo solo dormire. Trovo un ostello con cucina a Nakskov, a 30km da dove mi trovavo.

 

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